BARBERINO TAVARNELLE – Si rinnova, si estende e consolida il legame che unisce da decenni la comunità di Tavarnelle (oggi Barberino Tavarnelle), la Toscana e il Ciad.
Lo fa con la missione svolta a febbraio da Stefano Fusi, referente cooperazione internazionale; Irene Bing, terapista; Giuseppina Giuliacci, neuropsichiatra infantile, tutti della Asl Tsocana Centro.
E poi Sandra Calosi, della Misericordia di Barberino Tavarnelle, e Michele Morandi (Calcit Barberino Tavarnelle).
La missione si è svolta nell’ambito del progetto per il sostegno al Centro Disabili “Lonja Tar” (“Mettersi in Piedi”) che prende in carico persone con problemi motori di origine neurologica (conseguenza di malattie come poliomielite, meningite), traumatica (traumi da caduta o ustioni) o affette da malformazioni congenite o acquisite, tra cui bambini affetti da osteomielite.
E’ l’unica struttura presente per la disabilità nell’intera area di Doba, ed è cresciuta molto negli anni: come locali, attrezzature, personale, quantità e qualità delle prestazioni erogate.
Il progetto, approvato e cofinanziato dalla Regione Toscana (con il supporto del Centro di Salute Globale) vede coinvolti molti enti pubblici e privati: Asl Toscana Centro, Comune Barberino Tavarnelle, Comune di Firenze , Misericordia Barberino Tavarnelle, Calcit Barberino Tavarnelle, Cooperativa ARCA, Lions Club Barberino Tavarnelle, Centro Missionario Diocesano di Firenze.
Sono state visitate altre due importanti strutture sanitarie: l’ospedale San Giuseppe di Bebedja, una struttura sulla quale in passato sono stati realizzati progetti con interventi nel reparto di pediatria, nell’installazione di pannelli fotovoltaici, nel laboratorio per la diagnosi dell’HIV.
E il Dispensario di Bodo, di fatto una poliambulatorio che eroga importati servizi sanitari in una area vasta e priva di strutture pubbliche di base.
Durante la missione si sono svolti anche incontri con le autorità locali: con il sindaco di Doba, con il consiglio provinciale (eletto per la prima volta un anno fa) e con il delegato regionale della sanità pubblica.
La missione è stata anche l’occasione per visitare le due Banche dei Cerali nei villaggi di Bodo e Beboto, strutture realizzate nel 2005 grazie ad un progetto del Comune (e finanziato anche dalla Regione e da molti altri partner pubblici e privati) finalizzato a sostenere l’attività agricola dei contadini.
Attraverso due cooperative che provvedono a un idoneo lo stoccaggio del raccolto di miglio e sorgo, e che consente la vendita a prezzi migliori e la riserva per la sicurezza alimentare delle famiglie.
“Qui a Doba – dice Stefano Fusi – 25 anni fa è iniziato il mio percorso nelle attività di solidarietà e cooperazione con l’Africa. Ritornare a Doba suscita sempre una grande emozione: è straordinario vedere i progetti, le attività che continuano nei settori della salute, dell’istruzione, dello sviluppo locale. Dalla prima missione nel 2001 il Ciad ha raddoppiato i propri abitanti, da 10 a 20 milioni, una popolazione giovanissima”.
“Purtroppo – aggiunge – devo notare che le dinamiche di sviluppo economico e sociale, soprattutto nelle aree rurali, sono molto deboli; la povertà estrema è ancora molto diffusa. Occorre un impegno forte, concreto, da parte delle istituzioni internazionali, per poter superare questa situazione. Per innescare percorsi di crescita e rispetto dei diritti sociali fondamentali”.
“Sarebbe sufficiente – suggerisce – destinarvi una parte delle enormi risorse destinate alla folle corsa agli armamenti. Che è dilagata negli ultimi anni. Per non parlare delle enormi perdite di vite umane e delle devastanti e distruzioni nelle guerre, vecchie e nuove”.
“Per me è stata la prima volta in Ciad – prende la parola Sandra Calosi – E se da una parte i tanti problemi emersi nel visitare i villaggi, le strutture, parlando con le persone, rischiano di sommergerci nella nostra impotenza, dall’altra l’incontro con tante persone che hanno dedicato la propria vita al popolo chadiano danno forza e potenza alla possibilità di una collaborazione fattiva, continuativa. E’ importante far conoscere e mantenere un faro acceso su questo Pasese”.
“Durante la missione – sono le parole di Giuseppina Giuliacci e Irene Bing – abbiamo potuto conoscere più da vicino la realtà di Doba, la popolazione, le potenzialità e i bisogni. Il Centro Disabili è una realtà molto viva: che accoglie bambini, adulti e le loro famiglie; è una esperienza piuttosto unica in un contesto di grande povertà e di tanti bisogni primari. E’ una realtà in crescita: la carenza più importante è di personale specializzato e sarebbe molto importante poter sviluppare la capacità di realizzare protesi (ad esempio con stampanti 3D) e ausili per far fronte alle tante richieste”.
“Abbiamo portato del materiale utile per la riabilitazione dell’età evolutiva – fanno sapere – e abbiamo iniziato a condividere un pensiero culturale e operativo sui bambini con disabilità neurologica, che potrebbe diventare il focus delle prossime missioni”.
Dice il presidente del Calcit Barberino Tavarnelle, Michele Morandi: “Se avessi 20 anni il viaggio in Ciad sarebbe sicuramente un viaggio di formazione; invece di anni ne ho 60, ed è stato per me un viaggio di conoscenza, che fa riflettere sulle ingiustizie sociali. E su quanto quello che per noi è essenziale agli occhi di un chadiano sia uno spreco. Torno da questo
viaggio umanamente arricchito e ancor più convinto della necessità di trovare una strada di
collaborazione continuativa con la diocesi di Doba”.
“Una missione istituzionale importante – sono le parole del sindaco di Barberino Tavarnelle, David Baroncelli – non solo per rafforzare i legami con la comunità di Doba, ma anche per verificare lo stato di avanzamento dei progetti in corso e gettare le basi di nuove progettazioni future”.
“Questi incontri – conclude Baroncelli – rappresentano sempre una grande opportunità di conoscenza, crescita, di collaborazione per le amministrazioni, le associazioni e tutte le realtà coinvolte nell’esperienza decennale di cooperazione con Doba, che è parte integrante della storia della nostra comunità . Con grande emozione possiamo constatare che le attività realizzate negli anni dalla rete dei partner hanno avuto impatto, portando effettivi benefici nella vita quotidiana della popolazione”.
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