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martedì 24 Marzo 2026
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    Furto in casa a Vico d’Elsa: fra strani fischi e sospetti rumori metallici. Il racconto della famiglia derubata

    La storia che ci racconta il proprietario della casa presa di mira insospettisce ulteriormente, per quelli che sembrano veri e propri segnali utilizzati dai ladri

    VICO D’ELSA (BARBERINO TAVARNELLE) – Torniamo di nuovo a parlare di un caso di furto in appartamento, nella cui dinamica si aggiunge un elemento particolare, diverso dagli altri di cui abbiamo trattato: un insieme di richiami, sotto forma di… fischi e colpi metallici.

    Pochi giorni fa abbiamo raccontato quanto accaduto in una casa vacanze a San Filippo, che il 19 marzo è stata messa a soqquadro da una banda di ladri (trovate qui l’articolo).

    Pochi giorni prima, per l’esattezza domenica 15 marzo, è stato “colpito” un altro appartamento, in questo caso nella frazione di Vico d’Elsa, lungo la strada principale.

    Con grande probabilità l’abitazione, che si trova a un piano rialzato all’interno di un condominio, veniva “studiata” da tempo dai malviventi.

    Può anche darsi che, almeno una volta, abbiano dovuto desistere dai loro piani, scombussolati dal rientro anticipato del proprietario. 

    In ogni caso, in entrambe le situazioni pare che il sistema di comunicazione tra i complici sia stato lo stesso.

    “All’incirca tre settimane prima del furto – inizia la vittima – una sera, sono rientrato in casa intorno alle 23 e sono andato in bagno, dove ho una piccola finestra, da cui non si vede bene fuori”.

    “Ho sentito dei fischi, uno lungo e uno corto: sembrava che qualcuno comunicasse a distanza – racconta – Ho sentito anche dei picchiettii metallici, forse su una grondaia. Non so se, avendo visto la luce accesa, si dicessero… annulliamo tutto”.

    “Questo episodio mi ha allarmato – ci confessa – anche perché nel condominio dei miei genitori, sempre a Vico, se ne era verificato uno simile: una vicina, sentendo dei fischi, si era affacciata alla terrazza e aveva visto della gente scappare”.

    Poi un’altra strana coincidenza, dopo due settimane: “Dalla stessa stanza – prosegue – ho sentito un fischio singolo e una voce che pronunciava un nome, che sembrava di un animale: ho pensato che stessero richiamando un cane. Anche quella sera ero appeno rientrato: eravamo dopo le 23”.

    Infine purtroppo i sospetti del malcapitato sono stati confermati quando, ritornato a casa (da cui si è assentato per tre ore, indicativamente dalle 18 alle 21), il 15 marzo ha trovato una brutta sorpresa.

    “Sono passati da una finestra che affaccia sul cortile, facendo un buco con il trapano – spiega la vittima del furto – Hanno preso quello che hanno trovato, per fortuna non tutto: forse sono stati interrotti”.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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