BARBERINO TAVARNELLE – Il 30 dicembre, a quasi 89 anni, se n’è andato Gino Bucciarelli, una figura importante nel settore siderurgico italiano.
Gino, che abitava a San Donato in Poggio, è stato il fondatore della Siderurgica Fiorentina: l’ha costruita da zero e accresciuta grazie alle sue qualità imprenditoriali, alla sua lungimiranza e alla sua empatia.
Stava volentieri con la gente, entrava subito in confidenza con le persone. Con i suoi dipendenti sapeva instaurare un clima di dialogo: esempio questo che è stato seguito dalla seconda e terza generazione e che ancora oggi contraddistingue l’azienda.
Gli piaceva il tiro a volo, al quale si dedicava qualche volta la domenica, ma la maggior parte del suo tempo libero la trascorreva con la sua adorata famiglia.
Insieme alla moglie Francesca, ha cresciuto i figli e i nipoti con grande amore e dedizione, formandoli dal punto di vista sia personale che professionale, infondendo in loro quei solidi principi che lo hanno guidato nella vita e nella conduzione dell’azienda.
“Nato a Greve in Chianti, precisamente a Lucolena, dove i suoi genitori avevano un mulino – a parlare sono i nipoti – il nonno si trasferì molto giovane a Firenze”.
“Si avvicinò al settore siderurgico per caso – ci raccontano – In un’azienda che lavorava la lamiera fu assunto come operaio e poi, viste le sue capacità, fu promosso a venditore”.
“Nel 1963 si mise in proprio – proseguono – La società, situata a Soffiano, si chiamava “Toscana Commercio Ferro di Bucciarelli Gino” e si occupava del commercio all’ingrosso di pacchi di lamiera”.
“Quando nel 1980 lo affiancarono i suoi figli, Sauro e Patrizia – continuano – fu costituita un’impresa familiare all’Osmannoro, che prese il nome, tuttora attuale, di Siderurgica Fiorentina”.
“Cinque anni dopo si verificò un altro trasferimento, stavolta alla Sambuca, nel comune di Barberino Tavarnelle – ricordano – Qui iniziò il taglio a misura dei fogli e la Siderurgica Fiorentina divenne un vero e proprio centro servizio acciai”.
“La ricerca di uno stabilimento ancora più ampio e tecnologicamente avanzato – aggiungono – portò, nel 2000, Gino e i suoi figli a spostare la sede a Castellina Scalo, in provincia di Siena, dove ci troviamo tuttora”.
“Il nonno era carismatico – dicono – E’ partito dal nulla, da solo, e, lavorando duramente, è riuscito a mettersi in proprio e a gettare le basi di un’azienda che oggi conta 200 dipendenti”.
“Era molto umano – continua la descrizione del caro nonno – Aveva un bellissimo rapporto con i lavoratori: si poneva con loro come un padre di famiglia. Cercava sempre di mettersi nei panni degli altri e di ascoltare quello che avevano da dire”.
“In casa era una… chioccia – ci confidano i nipoti – Cercava di mantenere tutti uniti: ci teneva che ogni domenica pranzassimo insieme. Ci ha trasmesso valori importanti: in primis il fatto che la famiglia viene al primo posto. E anche sotto il profilo lavorativo abbiamo condiviso tanti momenti con lui”.
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