Ragazzi disabili e normodotati in un percorso comune per crescere insieme e integrarsi nelle diversità. Senza paura del contatto con l’altro e di cadere nel vuoto.
E’ l’obiettivo del primo progetto sportivo a livello chiantigiano che propone una disciplina orientale, il judo, come strumento di integrazione in grado di offrire a bambini, adulti disabili e normodotati l’opportunità di conoscersi, giocare e confrontarsi sul piano del tatami. “Diversamente judo” è l’iniziativa promossa dai Comuni di Barberino, San Casciano e Tavarnelle e finanziata nell’ambito della Festa del Gioco e dello Sport che l’Unione dei Comuni del Chianti fiorentino propone da alcuni anni.
Articolata in due appuntamenti mensili, l’attività è rivolta a bambini con disabilità mentali e fisiche si svolge nelle palestre comunali di San Casciano e Tavarnelle. Le associazioni che gestiscono il percorso, la Shin Don Khan di Lastra a Signa e Ci Incontriamo di Tavarnelle, coinvolgono una quarantina di persone tra bambini, genitori e operatori provenienti dai vari Comuni del Chianti.
“E’ una esperienza nuova commenta – l’istruttore Massimo Galdiero – nata con l’obiettivo di dimostrare come una disciplina come il judo, attraverso i giochi e la psicomotricità, possa svolgere funzioni di alta rilevanza sociale e accogliere e formare bambini diversamente abili e normodotati; il progetto è scaturito dalla Festa del Gioco e dello Sport, l’iniziativa che ha permesso alle nostre associazioni di incontrarsi e lavorare insieme in un percorso aperto anche alle altre realtà sportive, con “diversamente judo” ad esempio siamo riusciti a coinvolgere anche gli istruttori di ginnastica artistica”.
Il tema della diversità è affrontato anche sul piano della provenienza etnica. “Tra i ragazzi che frequentano il nostro percorso – aggiunge Galdiero – ci sono alcuni cittadini di origine indiana che si divertono, imparano a condividere attività ed emozioni intense con i coetanei diversamente abili”.
“Sul tatami – prosegue l’istruttore insegniamo ai bambini a lasciare alle spalle la paura del contatto con l’altro e a cadere al suolo senza farsi male, esercizio con il quale stimoliamo i ragazzi a fidarsi reciprocamente e ad evitare di affrontare e vivere la relazione interpersonale con preoccupazione e insicurezza”.
Le amministrazioni comunali di Barberino, San Casciano e Tavarnelle esprimono apprezzamento per le associazioni e il loro progetto. “E’ un esempio di come lo sport – dicono gli assessori Renzo Masi e Marina Baretta – non conosca barriere e possa concretamente costituire un’attività formativa che metta in primo piano le diversità valorizzandole e facendole interagire nel rispetto reciproco”.
di Redazione
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