BAGNO A RIPOLI – “Una piazza per Gaza”: la chiede Potere al Popolo Bagno a Ripoli-Firenze Sud.
“Negli scorsi giorni – spiega PaP – il presidente Giani ha dichiarato che la Toscana ha riconosciuto lo Stato di Palestina. Ciò avviene durante una campagna elettorale, diciamo in un momento assai sospetto. Le piazze piene, le mobilitazioni, le azioni di concreta solidarietà; sono la dimostrazione del fatto che non schierarsi a fianco del popolo di Palestina comporterebbe un calo di consensi e popolarità per il governatore uscente e ricandidato, come per la coalizione che lo sostiene”.
“Dopo molti enti locali toscani – prosegue la presa di posizione – compreso il comune di Bagno a Ripoli, la Regione ha compiuto questo passo, come detto, in un momento particolare, in cui molti gesti simbolici (com’è questo) si fanno non per reale convinzione, ma per opportunismo politico”.
“La Regione Toscana – ricordano – come ogni altro ente locale può riconoscere qualsiasi Stato, ciò non la impegna a spendersi concretamente affinché esso continui a vivere quando la sua esistenza fosse messa in discussione da un’aggressione. Non sotto elezioni, ma in tempi non sospetti, come Potere al Popolo Bagno a Ripoli abbiamo chiesto che la giunta e il consiglio comunale ripolesi, prendessero in considerazione l’opportunità di intitolare un luogo pubblico ai Martiri di Gaza”.
“Quella proposta rimase lettera morta – sottolineano – anche se formulata (per la seconda volta) quando, sia la maggioranza di centrosinistra che le opposizioni civiche, avevano organizzato e partecipato a momenti di mobilitazione per Gaza ed avevano, come già sottolineato, votato per il riconoscimento della Palestina”.
“Il timore che avevamo allora e che abbiamo tutt’ora – puntualizzano – è che la volontà di chi amministra Bagno a Ripoli e la Toscana, sia quella di non lasciar traccia permanente dello schierarsi odierno, affinché riprendere i rapporti di amicizia con lo Stato criminale di Israele sia più agevole. Abbiamo visto in questi giorni anche il potente gesto di leggere i nomi dei bambini assassinati dall’IDF a Gaza, da parte del sindaco in piazza Peruzzi all’Antella… verba volant, scripta manent. Chi fa politica lo sa bene”.
“Noi vogliamo esattamente il contrario – affermano – e sappiamo che questa è la volontà di tanti cittadini che sono disgustati all’idea di normalizzare in un prossimo futuro le relazioni con uno Stato i cui vertici hanno le mani grondanti di sangue innocente. Ogni città, ogni piccolo centro, abbia la sua piazza, la sua strada, il suo giardino che non consenta di scordarsi di questi abomini”.
“La speranza – auspicano – è che gli sforzi di sindacati, partiti, associazioni per costringere l’occidente a isolare Israele, risultino efficaci. Già sono stati raggiunti obiettivi importanti da chi – come noi – supporta la Palestina che resiste. Finché non vedremo smettere il quotidiano piovere di bombe su Gaza, il quotidiano sterminio; la pressione che dobbiamo esercitare sulle istituzioni locali e non, non può e non deve diminuire”.
“Ciò non vuol dire – ammoniscono da PaP – che successivamente – e speriamo che questa fase giunga quanto prima – potremmo permetterci il lusso di dimenticare quanto accaduto e per mano di chi. I nostri luoghi di aggregazione devono farsi testimoni di questa storia di crimini portati avanti col benestare ed il supporto dell’occidente collettivo”.
“Tutto questo deve finire – dicono ancora – non può e non deve più avvenire e sappiamo bene che affinché ciò avvenga è necessario che nel quotidiano l’attenzione resti alta e quando sarà il momento, la memoria di quanto accaduto resti viva”.
“Chi ha le mani sporche di quel sangue – concludono – non potrà mai essere un ospite gradito dei nostri territori, chi si è macchiato di tali atrocità in nessun modo potrà sentirsi assolto semplicemente per aver accettato di deporre le armi (fisiche e mediatiche) usate oggi”.





































