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giovedì 8 Gennaio 2026
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    Coldiretti Toscana: “Sotto le neve pane, sotto la pioggia fame. Neve e freddo un toccasana per viti, olivi e cereali”

    Dopo le "false primavere", il ritorno della neve e freddo sono state accolte con fiducia da agricoltori. Che, dal Mugello al Chianti, sono anche entrati in azione con i loro trattori spala-neve

    TOSCANA – “Sotto la neve pane, sotto la pioggia fame: lo recita un antico e saggio proverbio coniato chissà quanto tempo fa dai contadini per descrivere l’effetto toccasana della super nevicata dell’Epifania sulle colture in questo periodo (e quelli negativi delle piogge eccessive)”.

    A dirlo è Coldiretti Toscana, impegnata in questi giorni anche nel coordinamento delle attività di spazzamento della neve dei trattori per garantire la pulizia delle strade ed il transito in sicurezza in molte località della nostra regione, dal Mugello al Chianti alla Lunigiana.

    “La neve – riprende l’associazione – caduta in abbondanza su gran parte della Toscana regalandoci paesaggi da cartolina aiuterà le colture, viti, olivi, cereali ed anche gli alberi da frutto, ad affrontare meglio i mesi futuri contrastando in maniera naturale la presenza di patogeni e parassiti nocivi per le piante aumentando le chance di buoni raccolti”.

    “Il ritorno della neve a bassa quota – prosegue – con fiocchi caduti anche tra i 150-200 metri insieme a calo termico in linea con il periodo, sono state accolte con fiducia nelle campagna dove gli agricoltori negli ultimi anni avevano dovuto fare i conti più con inverni miti, “false primavere” e fioriture anticipate che con i fiocchi e brinate. Condizioni anomale che espongono le colture a moltissime insidie, dal rischio gelate all’esplosione di patogeni danneggiando e riducendo le produzioni”.

    “Finalmente un inverno normale – spiega Letizia Cesani, presidente Coldiretti Toscana – con il ritorno della neve e del freddo: due elementi vitali per sostenere la naturale fase vegetativa delle piante e sperare in buoni raccolti”.

    “L’eccezionalità negli ultimi anni – riprende – era, semmai, quella di dover affrontare temperature primaverili a gennaio. Con la tendenza al surriscaldamento, con l’ultimo inverno che è stato il settimo più caldo dal 1955, la neve è un toccasana: funge da cappotto termino per le colture, uccide batteri, insetti e funghi dannosi, idrata i terreni e ricarica le falde in vista dell’estate”.

    Sorvegliati speciali sono olivi e viti, le due colture più importanti, per estensione ed impatto economico insieme ai cereali.

    “Coltivazioni che si trovano in una fase di riposo vegetativo abituate a convivere con freddo e neve in questa parte dell’anno” precisa Coldiretti Toscana.

    Che, attraverso gli uffici territoriali, continua a seguire l’evolversi meteo anche alla luce delle allerte per rischio ghiaccio divulgate nelle scorse ore.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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