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venerdì 6 Marzo 2026
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    L’Associazione familiari e vittime della strage dei Georgofili: “Commossi per intitolazione ponte a Nadia e Caterina”

    "La decisione - sottolineano - è ancora più significativa perché adottata dall'amministrazione comunale di Firenze a seguito del risultato di un sondaggio popolare ampiamente partecipato"

    FIRENZE – L’Associazione familiari e vittime della strage dei Georgofili esprime “gioia e commozione per l’intitolazione del nuovo ponte sull’Arno alle sorelle Nadia e Caterina Nencioni“.

    “La decisione – sottolineano – è ancora più significativa perché adottata dall’amministrazione comunale di Firenze a seguito del risultato di un sondaggio popolare ampiamente partecipato”.

    Il nuovo ponte sull’Arno sarà intitolato alle sorelline Nencioni, vittime della strage dei Georgofili

    “Legare un’importante opera pubblica al nome delle più giovani vittime della strage – proseguono – costituisce anche un riconoscimento dell’impegno dell’Associazione, in questi trentatré anni, per legare indissolubilmente la memoria della strage alla storia della città, della provincia e dell’intera Toscana”.

    L’Associazione ringrazia quanti nel sondaggio sul web si sono espressi per ricordare con le sorelle Nencioni la memoria della strage dei Georgofili e delle altre vittime, i genitori Fabrizio e Angela (la famiglia, originaria della frazione sancascianese de La Romola, è lì sepolta) e lo studente Dario Capolicchio.

    “Sappiamo che un grosso sostegno alla candidatura è venuto spontaneamente dalle classi – dicono ancor più orgolgiosi – nelle scuole dove l’Associazione è presente con le proprie testimonianze sulla memoria e sulla legalità”.

    “Ci sentiamo legati anche agli altri personaggi proposti nel sondaggio – tengono a dire ancora – la partigiana Gilda Larocca testimone del martirio di Radio Cora e della Resistenza, cioè di un altro fondamentale momento costitutivo della memoria civile di Firenze, come la lotta contro il nazifascismo e per le istituzioni repubblicane contro cui la mafia nel 1993 voleva attentare”.

    “La scienziata Rita Levi Montalcini – riprendono – che perseguitata dal regime fascista per le proprie origine ebraiche, visse in clandestinità a Firenze proprio negli anni 1943-1944, testimone della lotta contro ogni razzismo e per l’emancipazione femminile”.

    “E Tina Anselmi – rilanciano – presidente della commissione sulla P2 che contribuì con il proprio coraggio e integrità a svelare le trame oscure e criminali che stanno dietro gli attentati della strategia della tensione, che sicuramente agirono anche nel biennio ’92-’93”.

    “Da questo significativo riconoscimento – concludono dall’Associazione – scaturisce un rinnovato impegno a raggiungere la piena verità sulla strage e per svelare le trame che concorsero con la mafia per attentare alle nostre libertà democratiche, confidando nell’esito delle inchieste ancora pendenti presso la Procura della Repubblica di Firenze, che riteniamo debbano approdare al rinvio a giudizio degli indagati, per accertare in dibattimento i fatti e le responsabilità”.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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