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giovedì 22 Gennaio 2026
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    Scuola, Psicologi Toscani su educazione sessuo-affettiva: “Ragazzi chiedono di essere informati da professionisti competenti”

    La presidente dell'Ordine Gulino: "Il cambiamento arriva da loro. Parlare di sessualità e affettività in classe significa fare prevenzione e offrire protezione"

    FIRENZE – “I ragazzi chiedono di avere strumenti per orientarsi anche nella sfera della sessualità e dell’affettività: stanno attuando un cambio culturale, sottolineando l’importanza di un’educazione alle emozioni, affidandosi a professionisti, e valorizzando il ruolo della scuola”.

    Così Maria Antonietta Gulino, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Toscana e presidente del Consiglio Nazionale degli Psicologi, commenta il progetto di Educazione sessuo-affettiva avviato al liceo “Machiavelli Capponi” di Firenze, su richiesta degli studenti.

    “Parlare di sessualità – continua Gulino, che mette in guardia da un’informazione fai da te – non vuol dire anticipare esperienze che non sono adeguate all’età, ma offrire strumenti ai giovani per orientarsi”.

    “Parlarne a scuola con gli psicologi e i professionisti competenti – afferma – è prevenzione e protezione dalla disinformazione, dalla manipolazione, dalla violenza, dagli abusi”.

    “Informare – ribadisce – dare risposte a dubbi, raccogliere domande, paure, dare nome ai silenzi, vuol dire prevenire eventuali isolamenti e disagi. Conoscenza e consapevolezza sono prioritarie per la protezione di sé stessi e degli altri”.

    “Può essere difficile – sottolinea – e generare imbarazzo nell’età dell’adolescenza parlare in famiglia di vissuti intimi e personali legati al proprio sviluppo sessuo-affettivo. In assenza di spazi educativi qualificati, le ragazze e i ragazzi rischiano di formarsi su fonti non attendibili o materiali diseducativi facilmente reperibili online, interiorizzando modelli relazionali fondati su pericolose informazioni o stereotipi, ed esponendo quindi i giovani e le loro famiglie a dinamiche disfunzionali di violenza, bullismo, cyberbullismo, revenge-porn”.

    “Un’educazione alle relazioni, affettiva e sessuale scientificamente fondata – dice ancora Gulino – rispettosa delle famiglie e dei valori condivisi, fatta anche a scuola, aiuta invece a sviluppare libertà di espressione, autoconsapevolezza, rispetto reciproco e capacità di riconoscere e gestire le emozioni, prevenendo forme di disagio e discriminazione”.

    L’educazione affettiva e sessuale “può diventare espressione esplicita e concreta del Patto di Corresponsabilità tra famiglia, scuola, studentesse e studenti, necessario per un’alleanza che promuova relazioni sociali funzionali ” conclude Gulino.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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