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lunedì 23 Marzo 2026
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    Legno d’olivo e ceramica. L’artigianato artistico mette radici a Greve con Jacopo Fintoni e Antonio Mirenda

    Una partecipata festa di comunità ha accolto l'apertura nel cuore storico di Greve in Chianti di due nuove botteghe artigianali "Mastro Jack" e "Atelier Njco"

    GREVE IN CHIANTI – Taglio del nastro per due nuove attività artigianali nel cuore di Greve in Chianti.

    E’ stato un clima di festa ad accompagnare (sabato 21 marzo) l’inaugurazione, partecipata dalla comunità, delle botteghe di Jacopo Fintoni e Antonio Mirenda, due imprenditori che approdano in via Roma, l’uno a pochi metri dall’altro.

    Con il sogno e la visione di arricchire il centro chiantigiano di atelier e laboratori creativi dove produrre oggetti originali, pezzi unici, e trasmettere i saperi acquisiti nel tempo, con passione, attraverso il passaggio generazionale.

    L’obiettivo è investire sulle potenzialità del fatto a mano e valorizzare quel patrimonio di conoscenze e tecniche che derivano dalla tradizione degli antichi mestieri: l’artigianato che si alimenta di arte, creatività e abilità manuali.

    I materiali protagonisti sono il legno d’ulivo per “Mastro Jack”, attività di Jacopo Fintoni e la ceramica siciliana proveniente da Santo Stefano di Camastra, per “Atelier Njco”, il negozio aperto dal giovane Antonio Mirenda, artigiano che eredita questa passione dalla famiglia ed in particolare dal padre Nicola.

    A battezzare l’apertura delle botteghe sono stati il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, i consiglieri regionale Luca Rossi Romanelli e Francesco Casini, il presidente e il direttore generale CNA Firenze Metropolitana, Francesco Amerighi e Lorenzo Cei, insieme al sindaco Paolo Sottani e all’assessora alle attività produttive Monica Toniazzi.

    “Siamo felici di constatare che il centro storico di Greve in Chianti – ha sottolineato il sindaco Sottani – rappresenti un fulcro vitale, un polo di attrazione che richiama non solo turismo ma lavoro, non solo visitatori ma professionisti del fatto a mano”.

    “Che hanno scelto – ha detto orgoglioso – di radicare le loro attività in una delle vie nevralgiche del capoluogo dove il tessuto economico è particolarmente vivo, nuove forme di attività imprenditoriali accomunate dalla bellezza, dalla qualità e dalla forza identitaria dell’artigianato artistico”.

    “L’esperienza e le capacità del mondo artigiano – ha concluso Sottani – hanno bisogno di essere supportate, promosse e valorizzate, e per rispondere alle richieste di personale che provengono da alcune delle aziende presenti nel nostro territorio, siamo al lavoro per elaborare e proporre strumenti e attività di formazione in grado di costruire nuove opportunità occupazionali in questo importante settore che rappresenta una colonna portante dell’economia toscana”.

    “Produzione e commercio animano – ha detto il presidente Eugenio Giani – una grande festa in via Roma, così bella e caratterizzata dalla vitalità di tanti esercizi commerciali e artigianali, tratto economico che dà il senso dell’importante richiamo che la Toscana esercita nel mondo”.

    “L’artigianato è di casa in Toscana – ha ricordato – è tipico di una regione dove la bottega rappresenta la nostra storia e il nostro presente, simbolo di creatività, genio, produzione, relazioni e commercializzazione. Ritroviamo il cuore nell’artigianato nella doppia anima che lo qualifica: nell’atelier in cui la creazione prende forma e nel commercio, nell’esposizione, dell’oggetto da produrre e vendere”.

    “Le funzioni della bottega – ha concluso – ci portano orgogliosamente indietro nel tempo, memori della bottega dell’arte del Rinascimento come centro artistico di Firenze e della Toscana, luogo di trasmissione di conoscenza e sapienzialità”.

    “L’artigianato è storia italiana, – ha commentato il consigliere regionale Luca Rossi Romanelli – è la trama silenziosa con cui questo Paese ha tessuto la propria identità, gesto dopo gesto, materia dopo materia; ma è anche infrastruttura economica, presidio territoriale e sapere produttivo che tiene insieme lavoro, paesaggio e comunità. Stiamo lavorando per valorizzare sempre di più le produzioni locali, le piccole e medie imprese e il Made in Tuscany, per difendere la tutela del suolo e per garantire il necessario sostegno a chi crea valore reale e futuro. Difendere realtà come questa significa scegliere un modello di sviluppo che cura il territorio e ne custodisce l’anima”.

    “Accogliamo con grande soddisfazione l’apertura di queste due nuove botteghe artigiane a Greve in Chianti, entrambe nostre associate. A Jacopo e Antonio vanno le congratulazioni di tutta CNA Firenze Metropolitana per aver scelto di investire nel territorio – hanno dichiarato il presidente di CNA Firenze Metropolitana Francesco Amerighi e il direttore generale Lorenzo Cei – si tratta di un segnale concreto di vitalità imprenditoriale che rafforza il tessuto economico locale e valorizza il saper fare artigiano, elemento distintivo dell’area. In questo contesto, l’artigianato si conferma una leva economica fondamentale: a Greve in Chianti si contano oggi 1.216 imprese attive, di cui il 34 per cento artigiane”.

    L’attività di “Mastro Jack” nasce dall’esperienza di un artigiano che ha avuto l’onore di realizzare una penna destinata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, testimoniando un percorso che unisce cura del dettaglio, ricerca e passione.

    All’interno della bottega si svolgono corsi di tornitura artistica e workshop, pensati per avvicinare le persone a un sapere antico che nasce dalla natura e prende forma attraverso le mani. Nel corso del pomeriggio sarà possibile visitare il laboratorio e assistere a una dimostrazione di lavorazione al tornio.

    L’Atelier Njco è uno spazio creativo finalizzato alla produzione di varie tipologie di oggettistica in ceramica siciliana proveniente da Santo Stefano di Camastra.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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