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domenica 15 Marzo 2026
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    Ultime ore per visitare a Impruneta la mostra di fotografie sulla “rotta balcanica”

    Alla CdP di Impruneta le immagini di chi arriva a Trieste dopo migliaia di chilometri: feriti, sporchi, affamati, bisognosi di cure, fuggendo da veri e propri inferni

    IMPRUNETA – Per chi non avesse approfittato in questi giorni rimangono le ultime ore per visitare una piccola ma forte testimonianza della condizione dei profughi della cosiddetta “rotta balcanica”, attraverso l’esposizione di fotografie di autore appese all’interno della CdP di Impruneta.

    Fino a oggi, domenica 15 marzo, una delle diverse associazioni che collabora in maniera attiva, discreta e silenziosa con Linea d’Ombra di Trieste (quest’ultima più nota, fondata dal professor Franchi e dalla dottoressa Fornasir), espone alcune toccanti fotografie in collaborazione con la CdP Impruneta, il cui consiglio ha messo a disposizione una delle sue stanze per la visita gratuita di questa esposizione.

    Merita senza dubbio qualche attimo di riflessione vedere le foto che testimoniano una tappa della fuga via terra, anziché per mare questa volta, un viaggio che viene percorso da territori dell’Afghanistan e di diverse parti di Paesi dell’Est per raggiungere Trieste, porta d’accesso in Italia per i migranti che arrivano dalla Rotta Balcanica.

    Sono feriti, sporchi, affamati e bisognosi di cure e raccontano di fuggire da un inferno, i loro luoghi di nascita, per cercare un inferno almeno più vivibile.

    Ad accoglierli, in quella piazza adiacente la stazione, la “Piazza del Mondo”, una rete solidale di persone che attraverso associazioni di varie parti d’Italia, coordinate da Lorena Fornasir e dai suoi collaboratori, ci sono un pasto caldo, abiti e scarpe, coperte..

    E la stessa Lorena, che con professionalità e dedizione cura i piedi di chi ha affrontato il cammino a piedi nudi perché le scarpe vengono loro tolte lungo il percorso per scoraggiare la fuga. Persone, vite, storie raccontate in TV anche da Pif nel suo “Caro Marziano”.

    Flussi migratori che potrebbero ricordare il viaggio di tanti italiani dei primi del ‘900 verso l’America o altri Paesi europei.

    E quindi un racconto che potrebbe anche far parte di alcuni nostri nonni fuggiti da un destino incerto verso lo sconosciuto, comunque un salto nel vuoto con un solo bagaglio: la speranza.

    Le fotografie in esposizione, scatti di professionisti che lavorano per alcune testate giornalistiche, sono acquistabili per 10 o 20 euro: i fondi che verranno impiegati da Corrado e dalla sua associazione per partire alla volta di Trieste nella prima settimana di aprile e consegnare a Lorena le borse alimentari che ha chiesto per quella occasione.

    Insieme a Corrado ci saranno la Misericordia di Barberino Tavarnelle (che da tempo segue le attività nelle piazze triestine) e tanti altri volontari coordinati da “Linea d’Ombra”, persone comuni che dedicano parte del loro tempo in una di quelle eccezionali attività che si chiama volontariato.

    La mostra proseguirà un percorso espositivo in altri circoli di varie città d’Italia, passando da Pescara per tornare a Firenze in autunno.

    I fondi raccolti verranno interamente destinati al sostegno dei profughi dell’Est Europa.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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