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sabato 31 Gennaio 2026
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    Ospedale di Campostaggia: “Non solo salvare il Punto Nascita, occorre una riflessione completa”

    Lettera dall'Associazione Don Antenore Grassini: "Invito a mobilitarsi per scongiurare questa deriva ingiusta ed inaccettabile, così come già stanno facendo altri territori investiti del solito problema"

    Non solo salvare il Punto Nascita: occorre una riflessione completa ed una mobilitazione per rilanciare l’ospedale “Alta Val d’Elsa” di Campostaggia, a Poggibonsi.

    La nostra associazione condivide e sostiene le prime prese di posizione istituzionali di questi giorni in merito alla ventilata chiusura del Punto Nascita dell’ospedale “Alta Val d’Els”a ed invita tutti, istituzioni, associazioni, sindacati, operatori, a mobilitarsi per scongiurare questa deriva ingiusta ed inaccettabile, così come già stanno facendo altri territori investiti del solito problema.

    Noi però vogliamo alzare il livello della discussione pubblica a tutte le criticità che affliggono da tempo il nostro ospedale e che sembra non trovino una continuativa ed efficace attenzione, sia nelle istituzioni locali sia nella dirigenza dell’Azienda Usl Toscana Sud Est.

    Oltre alla grave prospettiva che interessa il Punto Nascita, da almeno 7 anni si discute del progetto di riorganizzazione degli spazi del pronto soccorso, con risorse giacenti da tempo e non spese, la cui situazione operativa peggiora ogni giorno a causa di volumi e ambienti insufficienti e di attrezzature carenti: solo l’abnegazione degli operatori riporta alla sufficienza questo servizio così fondamentale per i cittadini.

    Accanto a ciò, da cittadini e operatori ci vengono segnalate molte nubi che si stanno addensando su diversi servizi, a causa di scelte aziendali che rischiano di indebolire alcuni reparti con anche il correlato rischio che alcuni professionisti medici di estremo valore possano, seppure a malincuore, raccogliere sfide professionali in altri nosocomi.

    Da qualche mese abbiamo celebrato i 25 anni di vita dell’ospedale dell’”Alta Val d’Elsa” e non vogliamo che questi anni rimangano un ricordo di una efficienza svanita e di un servizio perduto da questo territorio, che già si è indebolito sul piano economico, imprenditoriale ed occupazionale.

    Accanto a ciò vogliamo infine segnalare la situazione del cantiere di ristrutturazione del presidio “Santa Fina” di San Gimignano, i cui lavori palesemente rallentati non sembrano in grado di rispettare i tempi di consegna dei lavori, oltre al fatto che anche l’aggiornamento progettuale della seconda fase dei lavori stenta ad arrivare.

    Per tutto questo chiediamo alle istituzioni, ai partiti politici, ai sindacati ed a quanti sono rivestiti di una qualche responsabilità pubblica, di promuovere un’ampia riflessione sul futuro del nostro ospedale e sui servizi socio-sanitari residenziali zonali, che sintetizzi un’agenda di lavoro sulla quale chiamare alla responsabilità la Regione, i sindaci, la Società della Salute e l’Azienda Usl Toscana Sud Est.

    Noi, nel nostro piccolo, siamo pronti a dare qualsiasi contributo organizzativo e di idee.

    Associazione culturale e di promozione sociale Don Antenore Grassini

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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