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giovedì 5 Marzo 2026
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    “Ri-nominazione scuole Castelnuovo Berardenga: speriamo che il dibattito si ampli”

    L'Associazione Il Muro e la Crepa: "Il nostro invito a una riflessione collettiva sul cambio dei nomi subito respinto dagli esponenti del centrodestra"

    L’invito ad una riflessione collettiva sul cambiamento dei nomi delle scuole a Castelnuovo Berardenga fatto dall’Associazione Il Muro e La Crepa, è stato subito respinto da alcuni esponenti del centrodestra locale.

    La scelta dei nomi delle scuole, come anche la toponomastica, è da sempre un potente strumento simbolico che riflette la cultura, l’ideologia e i valori di una specifica fase storica.

    Il rifiuto ricevuto e la difesa a spada tratta di scelte fatte in altre epoche, oltre che denotare un conservatorismo culturale e politico prevedibile e che quindi avevamo messo in conto, conferma il fatto che le denominazioni dei luoghi pubblici non sono neutre, ma rappresentano la memoria culturale, il potere politico e la volontà di celebrare determinati eventi o figure, agendo come una forma di “territorializzazione” del potere e della cultura dominante in una determinata fase storica.

    In momenti di svolta storica, il cambio dei nomi è immediato per sancire una rottura con il passato e legittimare il nuovo ordine.

    Esempi classici sono le ridenominazioni della toponomastica e delle scuole durante il regime fascista in Italia, nei Paesi dell’est-Europa sia all’avvento del comunismo che successivamente alla sua caduta, o la rimozione di riferimenti coloniali nelle ex colonie.

    Attraverso la scelta di determinati personaggi o eventi storici per la toponomastica e le scuole, le autorità hanno sempre voluto plasmare l’identità collettiva e la memoria pubblica.

    Questo sicuramente è quanto avvenuto per la scelta di Elia Mazzei (tenente dell’esercito
    colonialista italiano in Etiopia), a cui è intitolata la scuola primaria di Castelnuovo Berardenga, durante il regime fascista.

    Per quanto riguarda il nome di Giovanni Papini, nome dato all’intero Istituto Comprensivo, sicuramente il discorso è più complesso, nonostante la sua chiara identificazione con l’interventismo, l’appoggio alla guerra e alla dittatura fascista.

    Il punto non è quello di ingaggiare una battaglia di retroguardia per criticare o attaccare personaggi del passato, che sono figli del proprio tempo e in quanto tali vanno studiati e inquadrati storicamente.

    Il punto della questione è il valore simbolico che la scelta di queste figure porta con sé.

    L’intitolazione delle scuole segue logiche pedagogiche e culturali e l’intitolazione a personaggi storici o esponenti del mondo della cultura è stata spesso aggiornata per rispecchiare l’ideale educativo del momento o la sensibilità collettiva.

    Ci sono numerosi casi di cambio del nome delle scuole anche nel nostro territorio, come ci sono stati in epoche passate, rimuovendo i nomi di sovrani, nobili o eroi risorgimentali, in favore di personaggi più legati al presente.

    Cambiare intitolazione ad una scuola non è quindi “cancel culture”, come alcuni strumentalmente vorrebbero affermare, ma una normale conseguenza del fluire della storia.

    Bisogna affrontare il tema della denominazione della toponomastica o delle scuole per quello
    che è: un processo di ri-significazione degli spazi pubblici che non devono semplicemente rispecchiare i valori vigenti e il mutamento di sensibilità, ma dirci chi eravamo, chi siamo e chi vogliamo essere.

    Ci auguriamo che il dibattito si ampli, sia il più costruttivo possibile e incontri l’interesse non solo delle forze politiche democratiche, pacifiste e antifasciste, ma anche di buona parte dell’associazionismo e della società civile del territorio di Castelnuovo.

    Perché questo, come dicevamo, è un momento di svolta storica, con una guerra devastante alle porte e una ri-significazione delle intitolazioni alle scuole è, secondo noi, necessaria per promuovere una cultura pacifista, antimilitarista, basata sul dialogo e il rispetto, che tuteli la comunità di Castelnuovo dalla propaganda guerrafondaia che ci sta inondando da anni.

    Non saremo noi a proporre gli eventuali nuovi nomi per le scuole ma dovranno emergere da un dibattito pubblico costruttivo e soprattutto, come è normale che sia, la proposta finale dovrà essere assunta, dopo un necessario confronto e coinvolgimento, dal Consiglio di Istituto.

    Associazione Il Muro e la Crepa

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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