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mercoledì 28 Gennaio 2026
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    “Storia e memoria da tramandare a bambini e ragazzi? Pensare con la loro testa per smuoverne il desiderio”

    "Non hanno bisogno di tanti discorsi, di sermoni accademici, di lunghe presentazioni di libri sull'argomento o di vedere interminabili film che fanno scattare il desiderio di sbadigliare. Invece..."

    Che cos’è la Storia? E’ l’esposizione ordinata di fatti e avvenimenti umani del passato.

    Che cos’è la Memoria? E’ la capacità di conservare traccia di informazioni, di immagini, di sensazioni e di rievocarle riconoscendole come stati di coscienza trascorsi (da Vocabolario Treccani).

    La storia e la memoria sono legate tra loro e non dovrebbero essere solo studiate a scuola, come una materia noiosa, con pesanti interrogazioni e per quale molti studenti la imparano a mente.

    Ho imparato quando ero piccola il valore di queste due parole, quando mio nonno, mi raccontava la sua tremenda esperienza nel Lager dal quale fortunatamente è tornato.

    Ma la scintilla e l’amore per la storia e soprattutto l’interesse per la Shoah è sbocciato all’età di 14 anni, quando all’Istituto “Primo Levi” fu organizzato in incontro con Angelo, un sopravvissuto di Mauthausen.

    Ho letto migliaia di libri, visto centinaia di film e ho visitato campi di concentramento, sterminio e luoghi tristemente noti in questa parte di storia.

    Ma all’origine di tutto ciò, c’è stato quell’incontro con il testimone. Piangeva, tremava, non riusciva a raccontare il dolore e quelle parole e la sua commozione sono riuscite  a smuovere dentro di me il desiderio di conoscere, di saperne di più sull’argomento.

    I ragazzi, gli studenti non hanno bisogno di tanti discorsi, di sermoni accademici, di lunghe presentazioni di libri sull’argomento o di vedere interminabili film che fanno scattare il desiderio di sbadigliare, di dormire e di guardare il cellulare.

    Sono sincera e diretta, ma come diceva il grande educatore dei bambini del ghetto di Varsavia Janusz Korczak, per avere l’attenzione dei ragazzini e per trasmettergli l’affetto e la conoscenza, bisogna abbassarsi alla loro altezza, fisicamente e mentalmente.

    In parole povere bisogna pensare con la loro testa prima di creare un evento per loro.

    Con la mia amica Federica che ha una associazione che opera per mantenere viva la Memoria ho effettuato dei laboratori su questo tema per studenti della scuola primaria e secondaria, ho incontrato ragazzini di otto anni entusiasti di ascoltare, di approfondire.

    E abbiamo mostrato loro anche dei filmati, nessuno era minimamente turbato o impaurito da ciò che sentivano o che vedevano.

    Penso fermamente che, con la dovuta preparazione, si possono tranquillamente organizzare iniziative sulla seconda guerra mondiale e sull’Olocausto anche per le ultime classi della scuola primaria.

    I bambini hanno bisogno di sapere, per essere persone migliori, nel futuro.

    E soprattutto bisogna scuotere  il loro animo e trasmettere loro emozioni.

    Le emozioni sono ricordate, le mille noiose parole no.

    Conoscenza insieme alle sensazioni e ai veri valori della società civile, penso siano gli ingredienti fondamentali per il percorso scolastico dei nostri ragazzi.

    E mi auguro che sempre un numero maggiore di scuole capisca l’importanza di mantenere viva la memoria nelle giovani generazioni e soprattutto riescano a comprendere quali siano le iniziative d’effetto e utili anche per i ragazzi più piccoli.

    Ilaria Borsieri

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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