SAN CASCIANO – Coraggio e spregiudicatezza giovanile sono ingredienti necessari per affidare la propria vita a una scommessa rischiosa, che però nella sua pericolosità può spalancare le porte del successo.
Manuela Beni parla col sorriso di chi guarda ad un gesto sconsiderato col senno di poi, soddisfatto di averla passata liscia: “Dopo 35 anni di attività in paese – racconta nel suo negozio di abbigliamento per uomo e donna, “Marco” di via IV Novembre – penso che ci si possa sentire tranquillamente Sancascianesi di mestiere.
“Sono tornata a San Casciano che avevo due anni e sono stata sempre qui. Ho fatto solamente questo dall’81, ma il negozio è nato da un’idea di mio marito Antonio Salvestrini, che l’ha voluto e inventato. È stata una scommessa, perché qui avevano bell’e chiuso due volte… E siamo stati un po’ temerari, come si può essere a 26 anni”.
“Allora il locale era piccolino – aggiunge Antonio – di 35 metri quadrati circa”.
“Siamo andati avanti con una struttura a livello familiare – prosegue Manuela – inizialmente formata da noi due. Antonio faceva il rappresentante, però riforniva e ricercava le merci mentre io stavo alla vendita. Anch’io facevo tutt’altro, ma quando la famiglia chiama bisogna rispondere! Nel ’98 si liberò il fondo adiacente e ampliammo oltre i 100 metri quadri con un altro importante investimento”.
Marco (nella foto insieme a Manuela) si è aggiunto nel 2000, dopo i lavori di ristrutturazione di un luogo che portava il suo nome da sempre: “Marco aveva solamente un anno quando s’è aperto. Noi abbondavamo di fantasia – scherza Manuela – e così abbiamo chiamato il negozio come lui, in onore della sua nascita. Il suo apporto è stato un valore aggiunto, perché ha dato al tutto un’impronta più giovanile che ci ha aiutato a trovare una strada al passo coi tempi”.
“Adesso – la incalza per l’appunto il figlio – il commercio è cambiato qui come ovunque. Prima c’erano meno mezzi e si consumava soprattutto in paese. Oggi la gente gira e abbiamo più clienti che vengono dalle frazioni e da comuni limitrofi”.
“Sono cambiate le prospettive economiche – procede Antonio – e il nostro settore vive un momento pessimo. Prima in paese s’era due o tre negozi d’abbigliamento, mentre ora siamo anche sei o sette. Poi ci sono i centri commerciali e gli outlet che raccolgono tante richieste”.
“Strutturalmente San Casciano è cresciuto – tiene a dire Antonio – ma mancano ancora delle piccole attenzioni che potrebbero renderlo migliore. A livello turistico avrebbe tanto da dare, ma bisognerebbe impegnarci tutti per il decoro ed avere più cura degli spazi aperti. Piace molto e non ha solo una piazza. Ha tante carte in più che si possono giocare meglio”.
“Via IV Novembre è una delle più vive che c’è – riprende Manuela – e si ha la possibilità di trovarci di tutto. Attualmente è la strada con meno fondi liberi. Ha cambiato faccia in questi anni perché sono nate molte attività diverse”.
“Per quanto riguarda le iniziative – insiste – trovo che alcune vadano fatte per forza nel centro storico e che spostarle verso di noi avrebbe poco senso. È vero che a volte si potrebbe chiudere la strada, ma limitare il traffico non credo aiuterebbe sempre. Siamo noi a dover portare la gente qui con le nostre idee e non chi organizza le feste”.
“Ci auguriamo di poter vedere meno saracinesche chiuse – sostiene – perché i negozi portano benessere a tutti”. “Speriamo – conferma Antonio – che l’apertura delle due nuove attività in zona Stazione rappresenti un possibile sviluppo per Piazzale Aldo Moro. La rivalutazione del parcheggio sarebbe importante e porterebbe ancora più vita alla parte nord del paese”.
“Lavorare in famiglia è parecchio difficile!”, conclude Manuela ridendo insieme al marito ed al figlio. “Si può dire che di certo ci vuol collaborazione e soprattutto un grande impegno”. Ciononostante, i suoi occhi parlano d’orgoglio, perché è questo che lascia la fatica condivisa.
Manuela ci accoglie elegante e sempre giovane, senza starci col fiato sul collo appena varchiamo la soglia del suo locale. Lei, Antonio e Marco sanno riconoscerci e conquistarci con le proprie battute. Ci sono molti motivi per non mancare di fiducia a chi il nostro paese lo tiene in vita. Mentre i commessi in divise tutte uguali ci aggrediscono, cercando per forza d’essere d’aiuto, “da Marco” possiamo ancora concederci il lusso di finire a ridere, di farci coccolare e convincere che piacersi non è sempre un male.
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