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venerdì 16 Gennaio 2026
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    Il suono del motore è dolce quando “sale” dall’Officina Bellini

    Sancascianesi di Mestiere, si riparte dopo la pausa natalizia: andando a trovare una famiglia "storica"

    SAN CASCIANO – Coltivare un’attività di famiglia è come impegnarsi in un lungo matrimonio. Ed oggi più che mai certe esperienze sono da prendere ad esempio, per l’amore che le guida e quello che trasmettono. E per la capacità di adattamento e comprensione di chi le vive.

    Franco e Maria Bellini sono passati al comando delle officine del padre Ferdinando, conosciuto da molti come “Nandino”.

    Con l’aiuto dei figli, dei nipoti e del marito di Maria, Gino Coli, hanno proseguito la corsa di quest’impresa che ha fatto la storia della nostra comunità. E non solo.

    “Io e la mia sorella siamo nati con la chiave in mano – racconta Franco – e San Casciano è stato il nostro tutto: le amicizie e i parenti sono di qui, siamo nati in questo paese e ci siamo rimasti, con la nostra attività”.

    “Quest’officina – dice orgoglioso – ha più di 80 anni e fu la prima della storia non solo a San Casciano, ma anche nel circondario. Dopo la scuola s’andava a vendere la benzina, poi, mano a mano, in officina”.

    “Non sono mai uscita da questa strada – prosegue Maria – e viale Pascoli è stato tutta la mia vita. Né piazza né Piazzone, non usava. Non chiusi neanche le scuole commerciali perché c’era da fare in casa. Verso i 14 anni cominciai a lavorare, prima al distributore dell’Agip, poi all’officina. Mi sono sposata con Gino: anche lui ha lavorato qui da quando aveva 12 anni fino all’età della pensione”.

    “S’aveva la Fiat come servizio – spiega Franco – poi vennero la concessionaria Scotti e il Lastraioli, che in un paese erano già tanto. Così, nel ’55 si passò a officina autorizzata per l’Alfa Romeo e lo siamo tuttora”.

    “Negli anni ’30 i servizi Alfa non c’erano e durante le Mille Miglia le loro auto si fermavano già da noi. Le cose ritornano”, sorride.

    All’interno dell’officina trova spazio una rassegna fotografica: “La mostra – aggiunge – si compone di scatti di fotografi ufficiali e amici vari, che ritraggono i migliori piloti dell’epoca fermi qui davanti: Nuvolari, Varzi e così via. A quei tempi, l’officina era di “Veneranda”. Il mio babbo già ci lavorava e dopo la rilevò. È l’unica postazione di rifornimento storica ancora in vita sul percorso delle Mille Miglia ed è in tutti i libri che trattino della corsa e di Alfa Romeo”.

    “Il nostro lavoro – precisa – è cambiato parecchio. S’è spostato molto dalla parte meccanica verso quella elettronica. Di sicuro era più bello maneggiare un motore che avere a che fare con tutte queste spie. In più, dal ’99 abbiamo l’autorizzazione per le revisioni ministeriali”.

    “Il paese che si conosceva noi era diverso. C’erano tre cinema – ricorda – tre sale da ballo e Il Caminetto, uno dei primi pub. Si lavorava di più, però la sera quando si finiva s’andava qui ai giardini, con le mamme a cucire, i bambini a darsele di santa ragione e tutte le porte aperte. Chiunque avesse bisogno d’aiuto lo trovava. Adesso ci sono i vantaggi e i problemi delle cittadine più grandi”.

    “Tra noi sancascianesi “doc” – sostiene – di grandi cambiamenti non ce ne sono stati. Quelli nuovi non si conoscono, lavorano a Firenze e il paese lo vedono poco. D’industrie a San Casciano ce ne sono rimaste meno. Negli anni in cui s’era giovani noi si lavorava e si vedeva la situazione migliorare quasi giorno per giorno. Ora non si vede uno sviluppo e trovare un lavoro è diventato un problema”.

    “Comunque – tiene a dire – a San Casciano non si vive male e la gente ha un’indole tranquilla. Servirebbe qualcosa in più per i giovani, perché se vanno fuori poi ci sta che ci restino. Io sono contento d’esser sancascianese e se con la mia moglie si va da qualche parte ci par… mill’anni di tornare a casa”.

    “Abbiamo l’officina giù e la casa sopra… e peggio cosa non ci può essere”, scherza. “Se c’è un problema suonano il campanello e in men che non si dica tu finisci a lavorare. Per noi è difficile dire di no, perché abbiamo l’abitudine d’esser disponibili, tramandata da Nandino, il nostro grande capo”.

    “L’augurio è per la pace e la tranquillità di tutti”, afferma Franco insieme alla moglie Leonetta Corsinovi.

    “Essendo parecchi di famiglia ci s’ha la soddisfazione che l’attività possa avere un futuro. Molte aziende sono finite perché i figli hanno voluto seguire altre strade. Noi, fortunatamente, abbiamo un ricambio e si spera che la cosa possa continuare”.

    I sancascianesi ci tengono a quei sorrisi gentili ed a quelle mani che si agitano, quando sfrecciano sulle loro auto davanti all’officina.

    Auguriamo ai bambini dei Bellini e dei Coli macchinine e tute da meccanico: perché questo matrimonio appassionato ha davvero da proseguire in salute.

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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