SAN CASCIANO – In paese, si sa, la gente mormora. Ma a volte l’oggetto di tanti chiacchiericci non si lascia intimorire, perché crede che conoscersi sia ben più importante. Così succede che si cresce, ci si trova davvero e si finisce dove si è sempre voluto.
Questa è la storia di una nostra compaesana, la trentenne sancascianese Giulia Gianni. Ci ha fatto da sempre girare la testa coi suoi outfits stravaganti, il fisico da urlo ed i diversi esperimenti artistici che, in un contesto come il nostro, saltano inevitabilmente all’occhio.
Nelle sue rocambolesche avventure, Giulia è giunta fino allo Shibari, una disciplina di matrice giapponese che l’ha “legata” a Luca Martello, di Viareggio. I due si sposeranno proprio a San Casciano, il 5 gennaio del 2017, nella saletta della biblioteca comunale.
“Lo Shibari – spiega Giulia – è la reinterpretazione di alcune discipline che risalgono al periodo Edo, mutata in arte marziale e finalizzata nel teatro Kabuki”.

Ma ha anche una forte connotazione sessuale, con un rapporto in cui i membri assumono le proprie tendenze senza doverle reprimere, in dei ruoli ben definiti. Il master si identifica nel compito della guida: aiuta l’altro a superare i propri limiti, attraverso un lavoro interiore che chiama una compatibilità ed una simbiosi totali.
Luca decide il set e la concettualità delle foto che rappresentano la performance. Si è ribattezzato “Sarca” ed ha chiamato Giulia “Winter” perché impersona una sua utopia. Giulia è molto legata al ghiaccio per motivi sportivi ed artistici ed è nata il 27 dicembre, giorno del solstizio d’inverno.
“La mia chiave di lettura personale – precisa Luca – è puntata su un’armonizzazione artistica del contesto con la figura umana. Vorrei creare un legame tra il senso attualmente generalizzato del bondage (legatura n.d.r.) e la disciplina in sé. Il contesto armonizzato smorza l’impatto sul pubblico e lo apre ad un approccio diverso, più profondo di quanto ci si aspetti”.
“Il suo modo di lavorare – continua Giulia – ha destato in me un forte interesse, perché mi considero poliedrica a livello artistico e con questa disciplina sono riuscita a collegare le varie forme d’arte che ho praticato”.

Giulia e Luca si sono incontrati online, ma la conoscenza è rimasta virtuale per meno di 24 ore. Giulia era una fan delle pagine Facebook dove Luca posta i suoi lavori, immortalati da fotografi professionisti.
“Dato che anch’io ho passione per la fotografia – racconta Giulia – ci siamo sentiti in privato. Era Pasqua di quest’anno e stavamo in attesa spasmodica della risposta dell’altro”.
Si sono visti il giorno successivo a Viareggio, per fare delle prove insieme: “Poi il mercoledì è venuto a San Casciano – ricorda – e ci siamo dichiarati. Il venerdì abbiamo fatto il primo servizio fotografico ed un mese e mezzo dopo mi sono trasferita”.
A Viareggio, entrambi sono operai: “Ho scelto di lavorare nella sua zona industriale per avere gli stessi orari e poterci dedicare ai nostri progetti. Diciamo – sorride Giulia – che sposo la causa con lui”.
“Stiamo cercando di orientare questa passione perché diventi un mestiere – aggiunge Luca – così andremo in viaggio di nozze in Cile ed in Argentina, dove terremo dei corsi e faremo spettacoli”.
Lì, le opere di Luca hanno più seguito. Il fine è quello di costruire una vera compagnia teatrale.
“Mi considero molto zingaro – interviene Luca – mio padre era trentino, ma io ho vissuto in tanti posti. Non mi sento di avere una dimora fissa. Si è creato un bel punto di corde a Viareggio, ma geograficamente non è ben messa”.
Dalla sua “Uomo. A che prezzo?” del 2012, passando per il battesimo nel fiume Sarca ad un anno dalla morte del padre, sembra di parlare con un artista di fine ‘900.
Scetticismi, bocche storte ed un po’ di naturale voglia di giudicare, ma Giulia e Luca si guardano e non c’è niente di più che un’aria d’amore: “Riconosco – ammette Giulia – che sono sempre stata una bandiera al vento, senza un punto di riferimento o di partenza per poter esprimere quello che volevo. Mi sono sempre interpretata come mi sentivo in quel momento e per questo avevo tutto quel bisogno di estro. Poi è come se con lui i tanti pezzetti di puzzle che mi circondavano si fossero rimessi insieme”.
“Io sono molto geloso della mia libertà personale – confessa Luca – e con lei non l’ho sentita invasa. Anzi l’ha arricchita di gioia, allegria e sacrificio”.
Quello che più stupisce di questa coppia è l’accezione positiva del concetto di “sacrificio”.
Perché siamo tutti legati da corde invisibili con cui lottiamo per liberarci. Vuoi mettere la gioia di abbattere insieme tanti muri?
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