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il Gazzettino del chianti e delle colline fiorentine
GREVE IN CHIANTI
20.11.2015
h 12:08 Di
Matteo Morandini
Hai riempito Greve di splendida musica: addio Maestro Daniel Ferro
Dal 1995 il "Vocal Program" era un appuntamento fisso: come nacque e il (tanto) buono che lascia
immagine Il conferimento della cittadinanza onorario da parte dell'allora sindaco Paolo Saturnini: siamo nel 2001

GREVE IN CHIANTI - Per i suoi allievi, centinaia di ragazze e ragazzi di tutto il mondo che da lui hanno imparato i segreti del canto, era prima di tutto una “wonderful person”, una splendida persona.

 

Il maestro Daniel Ferro è morto lo scorso 18 novembre a New York, all'età di 94 anni, ma la notizia è arrivata immediatamente anche a Greve, di cui era cittadino onorario, riempiendo di tristezza tante persone che in oltre vent'anni avevano avuto modo di conoscerlo ed apprezzarne lo stile pacato ed elegante, la voce baritonale, lo sguardo sempre curioso e appassionato.

 

Il “Daniel Ferro Vocal Program”, corso di perfezionamento per cantanti lirici che dal 1995 si è tenuto ininterrottamente per ventuno anni nel capoluogo, è stato l'appuntamento culturale più importante dell'estate grevigiana.

 

Nato a New York il 10 aprile 1921, Daniel Ferro, di chiare origini italiane, ha cominciato prestissimo a studiare musica e canto, conseguendo il diploma alla “Juilliard School” di New York (la scuola divenuta celebre nella serie tv degli anni ottanta “Saranno famosi”) e poi alla Columbia University.

 

Dopo una brillante carriera come basso baritono si è dedicato completamente all'insegnamento in prestigiose scuole americane fino a ritornare come docente nella “sua” Juilliard.

 

A Greve è arrivato a metà degli anni '90, accompagnato da Alessandra Molletti, oggi dipendente del Comune di Greve ma all'epoca una sconosciuta studentessa fiorentina che viveva a New York con l'allora marito Giovanni Reggioli, allievo e stretto collaboratore di Ferro prima di diventare un affermato pianista internazionale.

 

“Avevamo organizzato per due anni un corso di perfezionamento a Spoleto - racconta Molletti - ma eravamo quasi ignorati, vista la grande quantità di iniziative culturali. Daniel Ferro cercava un luogo speciale, in cui si coniugassero i valori del buon vivere italiano con la musica lirica".

 

"Da toscani - prosegue - ci mettemmo così a girare nella nostra regione, sondando città come San Gimignano e Lucca. Poi, quasi per caso, contattammo il Comune di Greve, che all'epoca aveva un'offerta musicale limitata ai concerti di Lamole”.

 

Il “Program” inizia così nel '95 e con i suoi concerti nei luoghi più belli del territorio (tra i quali Verrazzano, Sant'Angiolo Vico l'Abate, Vicchiomaggio, Vignamaggio, San Leolino e il sagrato della chiesa di Santa Croce) diventa un tutt'uno con Greve.

 

“Ha portato la lirica a Greve - sottolinea ancora Molletti - rendendo il nostro paese la sede estiva per il master class e portando qui molti giovani artisti e le loro famiglie”.

 

Fin da subito, Daniel e la moglie Joy, sempre al suo fianco, hanno trovato un sostegno totale da parte delle amministrazioni comunali che si sono succedute, con i sindaci Paolo Saturnini (che nel 2001 gli ha conferito la cittadinanza), Marco Hagge, Alberto Bencistà e Paolo Sottani che hanno fornito i locali per l'insegnamento e l'appoggio logistico e promozionale.

 

Accanto ad Alessandra, responsabile e plenipotenziaria dell'organizzazione italiana, un gruppetto di ragazzi di Greve che l’hanno affiancata per la parte logistica ma anche per aiutare i ragazzi del corso (“soprattutto le ragazze”, dice lei scherzando) ad inserirsi nella realtà grevigiana.

 

Erano i “Molletti boys”: oltre ai due “storici” collaboratori Simone Serni e Sebastiano Pedani, si sono succeduti negli anni Giovanni Martelli, Tommaso Matteuzzi, Francesco Viti e Giacomo Albertini.

 

Il legame tra Daniel Ferro e Greve sarà degnamente celebrato già dalla prossima estate: il 15 luglio 2016 si terrà al Castello di Verrazzano un concerto in suo onore.

 

E in quella location, che per tradizione ha sempre aperto il programma dei concerti del “Vocal program”, verrà presentato un libro che ricorda questa esperienza.

 

Una pubblicazione curata dallo Studivm Faesvlanum, promotore di iniziative e pubblicazioni sulle importanti realtà musicali del nostro territorio, che era già pronta per la stampa in occasione dei venti anni e che oggi assume un significato ancora più forte.

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