VERTINE (GAIOLE IN CHIANTI) – Giorni di luglio in Chianti. Negli stessi giorni, correva l'anno 1944, il nostro territorio diventava uno dei fronti della seconda guerra mondiale agli ultimi, sinistri bagliori.
Qui Andrea Pagliantini ci ricorda il 17 luglio 1944 nel borgo gaiolese di Vertine.
"Vertine 17 luglio 1944. Caldo afoso di un pomeriggio in cui la gente non era nei campi, ma nel chiuso di rifugi e cantine per la discussione in corso fra tedeschi in partenza e inglesi in arrivo. Intorno alle 16, sbucano da Paiolo tre blindati inglesi diretti a Vertine, li vede il prete che inizia a far uscire la gente dai rifugi per andare ad accoglierli.
Alla porta vera di Vertine i blindati non passavano per larghezza e fu per merito di Mariano, che in qualche modo riusci a spiegare che tedeschi non c’erano e non era il caso di buttare giù la cinta muraria. Il prete aveva fatto uscire tutti dal rifugio dietro la torre, mentre dalla collina di fronte del Vallone (dove i tedeschi avevano comando e cannoni) osservavano attenti il formicaio di persone che si era formato.
Partirono cannonate, una sulla torre, altre disperse nel vuoto, una cade esattamente fra la torre e il rifugio in mezzo a varie persone.
La gioia della liberazione durò poco, urla e lacrime mentre i feriti furono portati nello stallone e curati alla meglio e i morti furono portati nella cappellina in fondo al paese.
Nazareno Cristofani, Luisa Butti, Ruggero Brocci, Valerio Pagliantini e Pietro Gatti morirono subito mentre sempre per colpa di quella maledettissima cannonata anni dopo seguì Clara Nuti.
La Liberazione fu pagata caramente quel 17 luglio 1944, un lutto piccolo nell’immane tragedia della seconda guerra mondiale, ma sei persone nel fiore degli anni non possono essere cancellate dai ricordi anche di chi non c’era… ma ha il cuore e i giorni fra questi sassi".
di Redazione
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