SIENA – Stretta cinghia di trasmissione tra il Servizio sanitario regionale e le farmacie territoriali senesi che si dimostrano, ancora una volta, decisivo snodo professionale e logistico in due nuovi ambiti oggi fondamentali.
Il primo è la distribuzione dei vaccini anti-Covid Pfizer-Biontech che da oggi sono disponibili in farmacia per essere ritirati dai medici di medicina generale che potranno somministrarli agli ultraottantenni.
Il secondo è quello dell’effettuazione dei tamponi nasali rapidi e dei test sierologici pungidito.
“La farmacia da sempre è struttura sanitaria capillarmente presente sul territorio – afferma Marco Venturi, presidente di Federfarma Siena – primo punto di contatto sanitario con la popolazione per diffusione e copertura oraria. La nostra mission è la gestione del farmaco e la distribuzione del vaccino Covid rientra proprio nelle nostre funzioni”.
In questa prospettiva, Venturi sottolinea il grande sforzo delle strutture su tutto il territorio: “È necessaria una logistica perfetta, considerata la delicatezza della specialità medicinale e il coinvolgimento delle agende dei medici”.
“Ci è stato chiesto di accelerare i tempi rispetto alle previsioni – aggiunge – e lo abbiamo fatto con uno sforzo considerevole che a parere mio avrebbe necessitato di una settimana di più, come era nella prima ipotesi di inizio del servizio, per essere organizzata al meglio, validare il sistema, non correre a correzioni dell’ultimo minuto”.
“E contiamo – specifica ancora – che, dopo la distribuzione del primo flacone per ogni medico, il sistema entri a regime e consenta di aumentare i ritmi di vaccinazione”.
Per le altre attività, Venturi afferma che “la farmacia può operare secondo il modello della “farmacia dei servizi”, tra cui sono compresi gli screening Covid”.
“Questi servizi – dice convinto – legano ancora di più e con grande soddisfazione la farmacia al sistema sanitario, devono andare di pari passo con l’attività di distribuzione del farmaco che ha invece bisogno di essere ulteriormente sviluppata”.
“Il Covid – commenta Antonio D’Urso, direttore generale dell’Asl Tse – conferma la necessità che si lavori tutti insieme. Le farmacie sono una maglia fondamentale della rete di sostegno alle persone e alla comunità”.
“Lo sono – aggiunge – per la professionalità dei loro operatori e per la capillarità della loro presenza nel territorio”.
“Se uniamo gli ospedali, le strutture territoriali e le farmacie – esorta – abbiamo un’idea di quali e quanti punti di riferimento abbiano le persone in questa fase, segnata non solo dal contagio ma anche dalla paura del contagio”.
“Fondamentale – riprende D’Urso – è la disponibilità delle farmacie ad essere ponte tra le farmacie ospedaliere e i medici di medicina generale per la fornitura dei vaccini ai medici di famiglia per la vaccinazione alle persone che hanno più di 80 anni. Lo sforzo di tutti è quello di fare il massimo per garantire la fascia più debole della popolazione e che hanno il diritto di essere vaccinati, e quindi protetti, nei tempi più rapidi possibili”.
A tal fine i vaccini Pfizer-Biontech, con tutto il corredo necessario, vengono preparati ed inseriti in un contenitore ad hoc dalle farmacie ospedaliere e distribuiti rapidamente alle farmacie territoriali.
Qui viene rispettata la catena del freddo, con la conservazione dei flaconi vaccinali tra -2 e -8 gradi fino alla consegna al medico che ne ha fatto richiesta per i propri pazienti ultraottantenni.
Tutto il processo, compresa l’inoculazione del vaccino, deve essere concluso entro cinque giorni dallo scongelamento del liquido vaccinale, pena la sua inefficacia.
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