IMPRUNETA – Non è la prima volta che la consigliera comunale di maggioranza Chiara Innocenti si ritrova sulle posizioni espresse dall’opposizione.
E anche stavolta (il tema è l’istituzione di una Commissione che faccia luce sull’accordo stipulato nel ’99 fra Comune imprunetino e Società Autostrade) si trova sul lato opposto della barricata rispetto ai suoi compagni di banco.
Insieme a lei infatti, esprimono questa posizione di dissenso Alessandro Giovannini e Gabriele Franchi (Cittadini per Impruneta), Matteo Zoppini (centrodestra, Fratelli d’Itaòlia), Leonardo Rossi (MoVimento 5 Stelle), Roberto Viti (Obbiettivo Comune).
“Il consiglio comunale del 26 febbraio – dicono i 6 consiglieri comunali – ha respinto la proposta di istituire una Commissione di indagine sull’accordo stipulato nel 1999 tra il Comune di Impruneta e Società Autostrade”.
I voti favorevoli dei proponenti, i cinque consiglieri di opposizione e la consigliera Chiara Innocenti, non sono riusciti ad avere la meglio nei confronti del voto contrario di tutti gli altri consiglieri di maggioranza.
“Si tratta di un fatto grave e incomprensibile – accusano – sia per il merito della questione che per come si sono svolti i fatti. Tale accordo è il più grande mai sottoscritto dal nostro Comune, con milioni di euro di opere di ricaduta sul territorio per i lavori della terza corsia: trascorsi ben 21 anni, e dopo le affermazioni del sindaco l’estate scorsa su una presunta differenza di 15 milioni tra la cifra iniziale e quella attuale, la necessità di far luce sulla vicenda e di ricostruire cronologicamente il tutto si presentava come urgente, e per tale motivo già da luglio avanzammo la proposta di una Commissione d’indagine”.
“Nel consiglio del 29 settembre – ricordano – il sindaco chiese di trasformare questa Commissione da d’indagine a speciale, e fu concordato dai capigruppo di avviare i lavori per poterla costituire. Dopo quattro mesi di trattativa, di ricerca di un faticoso accordo sulla composizione, le tempistiche e la presidenza, a fine gennaio dalla conferenza dei capigruppo uscì la fumata bianca”.
“Incredibilmente però – dicono ancora – nel giro di pochi giorni la maggioranza si rimangiò d’improvviso la parola data, comunicandoci alla successiva capigruppo che il voto sulla Commissione speciale sarebbe stato contrario, e che veniva deciso di portare l’argomento Autostrade all’analisi della Commissione permanente 2”.
“Un voltafaccia assoluto – accusano ancora i sei consiglieri comunali – una cancellazione di mesi e mesi di lavoro non spiegata dalla maggioranza, e che trova quindi l’unica spiegazione in una ritorsione nei confronti delle opposizioni per un loro articolo, uscito tre giorni dopo l’accordo, in cui venivano mosse delle critiche sulla gestione del consiglio comunale: sull’altare di un’infantile ripicca politica, legata a questioni che per altro nulla c’entravano con Autostrade, la maggioranza ha sacrificato la ricerca della verità sull’accordo del 1999 e sui tanti milioni in ballo”.
“E’ evidente – rimarcano – che la Commissione 2 non è la stessa cosa di una Commissione speciale, poiché quest’ultima, a differenza della prima, elabora una relazione generale sul proprio operato e agisce in maniera ben più organica, sistematica e definita, e avrebbe permesso di far luce sui fatti in maniera bilaterale e con un risvolto mediatico assai più grande. Il nostro interesse è stato sin dall’inizio quello di ricostruire la vicenda Autostrade nell’interesse dei cittadini, in particolar modo delle comunità interessate dai lavori mai realizzati”.
“Dunque – concludono – adesso siamo senza dubbio disponibili a lavorare anche nella Commissione 2, ed esortiamo perciò la presidente Angela Cappelletti a convocarla con regolarità e a gestirla in maniera appropriata, se davvero anche da parte della maggioranza esiste la volontà di scavare negli atti di questi misteriosi 21 anni di ritardi e mancanza di chiarezza. Certo, se ritenevano che la Commissione 2 fosse la migliore soluzione, ci si chiede perché allora non l’abbiano proposta 7 mesi fa”.
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