PONTE A EMA (BAGNO A RIPOLI) – Il sottopasso dell’A1 di Ponte a Ema, chiuso in fretta e furia nel pomeriggio di ieri, giovedì 26 marzo, è stato riaperto nella tarda serata.
Un sottopasso fondamentale, visto che va in direzione dell’ospedale Santa Maria Annunziata. E per ore le ambulanze che dovevano transitare in direzione ospedale provenendo dalla direzione Ponte a Ema, Bagno a Ripoli, non hanno potuto utilizzarlo.
Così come chi si è trovato nel momento del distacco a passare lì sotto, se l’è fortunatamente cavata con tanta paura e senza danni.
Ma in molti, moltissimi, ormai stanchi dei lavori per la terza corsia dell’A1, adesso chiedono conto a Società Autostrade.

Primo fra tutti, ieri, il sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Casini. Che è stato chiarissimo: “Purtroppo ancora una volta i cantieri di Autostrade che si stanno svolgendo sul territorio di Bagno a Ripoli si dimostrano non solo invasivi, ma anche pericolosi per i cittadini. Siamo veramente esausti dopo oltre quattro anni di disagi non possiamo più tollerare questo tipo di comportamento”.
Società Autostrade dal canto suo, in una nota, minimizza l’accaduto: “Nel sottopasso di Ponte Ema, nella zona di Bagno a Ripoli, si è verificato il distacco di alcuni frammenti di calcestruzzo copriferro superficiale sul marciapiede sottostante, in assenza di persone e veicoli”.
“Sul posto – prosegue la nota – sono immediatamente intervenuti gli addetti e i responsabili del cantiere di Pavimental che, sull’autostrada sovrastante, sta portando avanti la realizzazione della terza corsia in A1 con aree di cantiere limitrofe alla zona del sottopasso”.
“La viabilità nel sottopasso – dice ancora Autostrade – è stata subito interrotta per un rapido intervento di ripulitura del manto stradale dai calcinacci che potrebbero essersi distaccati a causa delle vibrazioni sollecitate dall’operato dei mezzi nel cantiere sovrastante”.
“E’ stata inoltre immediatamente eseguita – conclude – in via cautelativa, una verifica sull’intera superficie in calcestruzzo del sottopasso”.
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