Sei consiglieri comunali: “Il progetto delle scuole ai Sassi Neri è ormai ufficialmente morto”

"Il colpo di grazia lo ha dato la stessa maggioranza giovedì scorso in consiglio comunale, intaccando per la prima volta il tesoretto da 750mila euro di Terna"

IMPRUNETA – Sei consiglieri comunali, cinque di opposizione (Alessandro Giovannini, Gabriele Franchi, Matteo Zoppini, Leonardo Rossi, Roberto Viti), una di maggioranza (ancora solo formalmente?) ovvero Chiara Innocenti.

Che, senza tanti giri di parole, affermano che “il progetto dei nuovi plessi scolastici ai Sassi Neri è ufficialmente morto”.

“E il colpo di grazia – sottolineano – lo ha dato la stessa maggioranza giovedì scorso in consiglio comunale”.

“Con la variazione al bilancio 2021-2023 – spiegano – il tesoretto di Terna di 750.000 euro fino ad ora bloccato per le nuove scuole è stato per la prima volta intaccato, con la destinazione di 244.000 euro per altri investimenti”.

“Si realizza così ciò che noi chiediamo da sempre – rilanciano – una scelta di buon senso che pone la parola fine su una follia durata sette anni, ferma al palo già da molto tempo ma adesso archiviata in via definitiva”.

“E’ davvero grottesco però – accusano – vedere come il sindaco e la giunta cerchino di uscire dalla porta di servizio, facendo passare sotto silenzio l’accantonamento di quello che rimane comunque il progetto di legislatura, il progetto numero uno con cui questa coalizione di governo ha chiesto i voti tre anni fa: cosa aspettano a chiedere scusa per questo clamoroso fallimento?”.

“Quando si prenderanno – domandano – la responsabilità politica di un’utopia che ha danneggiato gli edifici scolastici di Impruneta, il suo tessuto socio-economico e le sue finanze?”.

“Questo è il momento dell’onestà intellettuale – incalzano – oltre che degli interventi concreti. Il sindaco giovedì ha detto che da qui al 2023 l’obiettivo principale sul fronte scuole è lasciare le strutture esistenti in sicurezza”.

“Che si cominci allora dal recupero integrale della materna di via Roma – concludono – la cui chiusura nel 2014 fu il primo tassello di una sciagurata follia oggi finalmente arrivata al capolinea”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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