IMPRUNETA – “Martedì 28 dicembre, con i voti favorevoli dei propri consiglieri, il gruppo di maggioranza ha approvato in consiglio comunale il bilancio di previsione 2022-2024. Come di consueto l’illustrazione dell’assessore Binazzi è stata ridotta all’osso, con pochissime parole per presentare quello che è l’atto più importante nell’amministrazione del Comune; d’altra parte, e ciò era accaduto già in Commissione, abbiamo assistito ad una pomposa autocelebrazione da parte di Binazzi e del sindaco, i quali si sono vantati per i grandiosi successi raggiunti e hanno dipinto questo come il migliore dei bilanci possibili”.
Inizia così la critica, a tratti feroce, da parte di tutti i consiglieri di minoranza di Impruneta (Chiara Innocenti, Alessandro Giovannini, Gabriele Franchi, Matteo Zoppini, Flavia Maurri, Roberto Viti) in seguito all’approvazione del bilancio comunale.
“Dove finisce la propaganda e dove comincia la realtà? – domandano – Per capirlo è sufficiente che ogni cittadino si guardi intorno e osservi le condizioni in cui si trova Impruneta”.
“Non si può negare – ammettono – che dei miglioramenti in questo previsionale ci siano rispetto agli anni precedenti, e ciò lo si deve soprattutto al grande lavoro tecnico degli uffici; ci sono anche scelte condivisibili come la decisione di fare nuove assunzioni, la risoluzioni di annose questioni con i privati e l’aumento di stanziamenti in alcuni settori di spesa”.
“Oltre questo però – accusano – siamo al nulla più completo. Manca totalmente una visione politica, e ne è testimonianza la mancata integrazione al Dup dei contributi da parte degli assessori”.
“Il Piano investimenti è ridotto al minimo – iniziano – nel Piano triennale Opere Pubbliche troviamo ancora quell’ampliamento del cimitero di Picchirillo che è da sempre tra le prime emergenze del capoluogo ma che mai è stato priorità di questa amministrazione. Il progetto di legislatura, quelle nuove scuole con cui la maggioranza ha chiesto i voti ai cittadini, è sparito dai radar e non avrà mai realizzazione”.
“Non si riescono neppure ad eseguire interventi semplici – rincarano – come manutenzioni a marciapiedi e piazze, alcuni dei quali erano anche nelle linee di mandato del sindaco, Alessio Calamandrei. Il quale si vanta di continuo di aver ridotto il debito dimenticando di essere un sindaco e non un ragioniere; e rischia seriamente di lasciare il paese nella stessa drammatica situazione in cui lo ha preso nel lontano 2013, se nel prossimo anno e mezzo non riuscirà insieme ai propri assessori a sbloccare neppure piccole opere pubbliche”.
“Ai cittadini si possono raccontare tante cose – continuano i consiglieri di opposizione – ma non si può modificare la realtà di un territorio dove scarseggiano i servizi, dove è pericoloso anche camminare su un marciapiede e dove i problemi sono gli stessi da decenni”.
“Per queste ragioni – concludono – abbiamo convintamente votato contro ad un bilancio che non propone niente per Impruneta ma rischia solo di prolungarne l’immobilismo atavico: servono interventi strutturali di medio-lungo periodo, serve cercare risorse esterne, serve la capacità di concentrarsi su pochi interventi fondamentali e di portarli a termine in tempi certi. E servirebbe anche l’umiltà di chiedere scusa, quando si disattendono gli impegni presi”.
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