IMPRUNETA – Prosegue la “battaglia” di due consiglieri comunali di opposizione a Impruneta (Roberto Viti di Obbiettivo Comune e Flavia Maurri del M5S), più un gruppo di cittadini che hanno firmato una petizione (promossa da Alfredo Zacchei), controla riorganizzazione del piano del commercio su aree pubbliche.
“Vi portiamo a conoscenza – dicono Viti e Maurri – che mercoledì 29 dicembre (alle ore 2.06) è stato approvato dal consiglio comunale il piano del Commercio su aree pubbliche. Questo è avvenuto nonostante che alle ore 16 del 28 dicembre tutti i consiglieri comunali avessero ricevuto, per posta istituzionale, la petizione n.1, la petizione n.2 e una lettera dei titolari dei banchi, presenti al mercato del 24 dicembre in piazza Buondelmonti”.
“Tutti i sottoscrittori di questi tre atti – spiegano i due consiglieri di opposizione – richiedevano di rinviare l’approvazione di questo Piano del Commercio perché non condividevano l’inserimento di quattro banchi nella strada sotto il pozzo il sabato mattina. E neppure volevano la pedonalizzazione della piazza. Purtroppo i consiglieri di maggioranza hanno votato contro il rinvio”.
“Da riportare – rimarcano – che, nella discussione di più di due ore sul punto in questione, sono intervenuti per Impruneta Comune Aperto solamente il sindaco e l’assessore Aramini, mentre i consiglieri comunali di questo gruppo consiliare non sono mai intervenuti, ma si sono limitati a votare no al rinvio e poi ad approvare questo Piano. E’ desolante che, una delle rare volte in cui cittadini e categorie economiche, che hanno titolo dei diritti di partecipazione, come previsto nel nostro Statuto, e intervengono sulla formazione di un atto, non siano stati presi minimamente in considerazione”.
“Vediamo più in dettaglio in che cosa consistono questi tre atti – spiegano – La petizione n. 1 è stata sottoscritta da 35 attività economiche (commercianti, produttori del cotto, strutture ricettive, artigiani, uffici, bar, giornalai, imprenditori, barbieri, imprese edili). Si deve rilevare che l’ambito della richiesta delle firme è stato limitato a diverse (ma non a tutte) attività del centro storico e si é estesa in periferia solo per il viale Europa. La petizione n. 2 è stata sottoscritta da 33 cittadini, abitanti in via della Fonte, via della Croce, via delle Fornaci, via Falciani, via Ho Chi Minh e via Campora”.
“Entrambe le petizioni – ricordano Viti e Maurri – richiedevano di rinviare l’approvazione del Piano del Commercio su aree pubbliche e intraprendere consultazioni con i cittadini e le attività economiche sull’ipotizzata pedonalizzazione. Questa non è più ipotizzata perché il Sindaco, poco prima delle 2 di notte del 29 dicembre, affermava in consiglio comunale che “se c’é la possibilità a step di chiudere piazza Buondelmonti io sono favorevole, ma non é l’ argomento di stasera”. Il sindaco ha cioè confermato che l’inserimento dei famigerati 4 banchi sotto al pozzo sono il primo “step” per la chiusura di piazza Buondelmonti. Tutto questo è stato fatto alla chetichella senza averlo condiviso con nessuno (se si escludono le organizzazioni sindacali degli ambulanti)”.
“La lettera invece di questi ultimi – rilanciano – contenente le firme di 11 banchi (si tenga presente che per la situazione meteorologica quel sabato ce ne erano la metà) richiedeva anch’essa di rinviare l’approvazione del Piano del Commercio. Sempre in questa lettera è riportato che gli ambulanti hanno vissuto una situazione di disagio perché si sentono additati dai cittadini come responsabili dell’impiccio arrecato per l’occupazione della strada davanti al pozzo. Questo disagio è accresciuto il 24 dicembre al mercato, quando si è svolta un’iniziativa dei sottoscritti consiglieri comunali che hanno messo un lenzuolo sul pozzo”.
“Sempre in questa lettera – dicono ancora – si afferma che è stata una scelta del sindaco e dell’assessore Aramini di inserire 4 banchi sotto il pozzo, mentre gli ambulanti erano contrari. Inoltre richiedono da subito di eliminare i posti vuoti che sono presenti al mercato ed infine che comunicheranno al Comune ed alle organizzazioni sindacali delle istanze per il mercato di Tavarnuzze”.
“Dispiace – concludono Maurri e Viti – che altri consiglieri di opposizione non abbiano condiviso il nostro impegno e determinazione a sostegno di questa battaglia”.

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