Impruneta, Progetto Archeologia Pubblica: consegna dei manufatti a scuola

Portato a termine il primo anno del progetto, nato dalla sinergia con l'Università di Firenze: entusiasmo tra i ragazzi per i loro lavori artigianali e artistici

IMPRUNETA – La scorsa settimana, presso il plesso della scuola media “Ghirlandaio”, dell’Istituto Comprensivo “Primo Levi” di Impruneta, ha portato a termine il primo anno del progetto “Archeologia Pubblica”, nato dalla sinergia con l’Università di Firenze.

Una giornata conclusiva in presenza del dirigente Marco Poli, della coordinatrice Raffaella Ranieri e di tutti i docenti; degli assessori all’istruzione Sabrina Merenda e allo sviluppo Matteo Aramini.

L’ateneo, grazie a Chiara Molducci, Benedetta Pacini e al laboratorio di Archeologia guidato da Angelica De Gasperi, ha dato il suo apporto didattico.

Integrato poi dalla competenza artigianale di Giovanni Poggini, il quale aveva messo la sua esperienza a disposizione degli studenti aiutandoli a creare ciascuno un proprio manufatto in argilla, che poi ha cotto per la restituzione avvenuta settimana scorsa.

C’era entusiasmo tra i ragazzi per i loro lavori artigianali e artistici, creati il maggio scorso presso la Fornace Agresti e ora trasformati in veri e propri manufatti.

Il progetto vedrà, nell’anno scolastico in corso, un’ulteriore fase; che unirà all’esperienza della creazione di manufatti, sia a scuola che fuori, quella di veder sorgere un museo delle nuove generazioni e del manufatto artistico, legato alla terracotta e alle tradizioni del territorio.

I due assessorati sono orientati in un cammino di concreta fattibilità riguardo la creazione di opportunità, competenza, formazione, lavoro, che parta dalle scuole per arrivare al mondo della formazione, attraverso la riscoperta dei valori del territorio.

“Un progetto dai tessuti nobili – dice l’assessore Merenda – volti a innescare competenze parallele, unendo la didattica con la manualità, nella scoperta del territorio e degli elementi naturali forgiati dalla mano artistica e artigianale dell’uomo”.

“I ragazzi – sottolinea – sono partiti da studi profondi per merito dell’apporto di alta competenza dell’Università di Firenze, nelle figure di Chiara Molducci e Benedetta Pacini, per arrivare al puro divertimento e alla contestualizzazione storica di ciò che producevano. Non ci fermeremo su questa direzione, che sottolinea i caratteri identitari del territorio di Impruneta e ringrazio il Dirigente scolastico per la enorme sensibilità a riguardo”.

“Un progetto – aggiunge il vicesindaco Aramini – che punta ad avvicinare i ragazzi delle nostre scuole all’eccellenza di punta di Impruneta, la terracotta, e al mondo dell’artigianato. Loro sono coloro che dovranno raccontare la nostra storia, le nostre tradizioni, la nostra cultura ai loro figli, ai loro nipoti e a chi ci visiterà come destinazione”.

“Questo – conclude – è l’inizio di un percorso che ha visto accendersi una luce di curiosità ed interesse, la strada è quella giusta, adesso dobbiamo perseverare coinvolgendoli sempre più anche tramite i loro strumenti di comunicazione. Desidero ringraziare il dirigente scolastico per la disponibilità dimostrata”.

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