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martedì 13 Gennaio 2026
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    A Bagno a Ripoli, adolescenti e anziani hanno scritto insieme le parole di augurio per il 2026

    Le "nonne" dell'Atelier Alzheimer Meoste e i ragazzi del centro diurno Le Tinaie hanno fatto attività insieme e scritto su un cartellone cosa vorrebbero per l'anno nuovo

    BAGNO A RIPOLI – All’anno passato vogliono lasciare rabbia, odio, delusioni, miseria e violenza.

    Per l’anno appena iniziato invece si augurano di stare in compagnia, fare ciò che piace, essere sempre positivi nella vita e avere tranquillità interiore.

    Sono i pensieri nati dall’incontro tra gli anziani dell’Atelier Alzheimer al centro Meoste della cooperativa Nomos e i ragazzi adolescenti del centro diurno Le Tinaie della cooperativa Gli Argini.

    Giovani, con fragilità, e anziani, con una forma di demenza lieve o moderata, hanno partecipato insieme a un progetto speciale che ha visto l’attivazione di un laboratorio nel periodo natalizio, di tre appuntamenti, uno prima di Natale, uno intorno a Capodanno e uno prima dell’Epifania.

    I ragazzi, in tutto 6, tra i 12 e 19 anni, hanno fatto visita all’Atelier di Nomos dedicato alle persone che vivono la demenza, hanno conosciuto le dieci “nonne” (sono tutte donne) che lo frequentano regolarmente: insieme, sotto la supervisione di operatori ed educatori hanno fatto attività creative e ricreative.

    Hanno costruito addobbi in feltro per l’albero di Natale, hanno realizzato un cartellone con le cose da lasciare al 2025 e quelle che si augurano per il 2026, e infine hanno realizzato un calza piena di caramelle per la Befana.

    “All’inizio i ragazzi erano un po’ timidi, ma una volta rotto il ghiaccio si è creato un bel clima, stimolante lo scambio intergenerazionale è stato un’esperienza davvero positiva e arricchente per tutti” spiega Elena Poli, psicologa di Nomos e referenze degli Atelier Alzheimer.

    “I ragazzi – aggiunge – hanno avuto modo di sviluppare empatia, ascolto e responsabilità, competenze relazionali, hanno imparato a cooperare e approcciarsi a persone di una fragilità differente dalla loro. Gli anziani hanno potuto vivere momenti di serenità emotiva e relazionale, avere stimoli cognitiva e sensoriale, con benefici per il benessere psicofisico e il buonumore”.

    “Da tredici anni, l’Atelier Alzheimer della cooperativa Nomos a Meoste, il primo della Toscana e uno dei primi in Italia, si prende cura della popolazione anziana e delle sue fragilità. Nel tempo ha accolto oltre 100 ospiti, supportandoli concretamente insieme alle loro famiglie” afferma il sindaco di Bagno a Ripoli e presidente della Società della salute Fiorentina Sud-est, Francesco Pignotti.

    “Con questo nuovo laboratorio – aggiunge – si sono unite le generazioni, creando un ponte tra diverse fragilità e incentivando la cura reciproca tra le persone. Grazie di cuore a Nomos e all’Atelier Alzheimer, un patrimonio di socialità, sostegno e inclusione che appartiene a tutta la comunità”.

    L’Atelier Alzheimer di Nomos è un ambiente dove le persone possono stare in compagnia, mantenersi attive e ricevere supporto da un’equipe multidisciplinare di esperti, tra cui educatori specializzati, psicologi, musicoterapeuti e neuropsicologi.

    Anche i familiari e caregivers ricevono sostegno psicologico e psicoeducazione, informazioni teoriche e pratiche per la gestione del familiare assistito.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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