FIRENZE – Molti lo conoscono – da un anno e qualche mese, dalla fine del 2024 quando è stato tenuto a battesimo – come il numero unico per chiamare la guardia medica o contare comunque su un professionista della continuità assistenziale la sera e la notte oppure nel fine settimana e nei giorni festivi, quando il proprio medico di famiglia non è disponibile.
Il 116117 è però di più e ancora di più diventerà nel tempo: un servizio per un consulto medico su emergenze sanitarie non urgenti a cui rivolgersi anche di giorno, grazie all’utilizzo di medici del ruolo unico regionale (ovvero di medici di famiglie con meno di millecinquecento assistiti che scelgono di destinare parte delle ore a questo servizio) e uno sportello telefonico per informazioni ed esigenze non solo di carattere sanitario ma anche sociale.
L’invito dell’assessora al diritto alla salute Monia Monni che nel pomeriggio di oggi, mercoledì 4 febbraio, ha visitato la centrale unica toscana dell’116117 ospitata all’ospedale “Palagi” a Firenze, è dunque ad utilizzare ancora di più questa opportunità e farlo bene: contattando per le sole emergenze urgenti il 112 e per le emergenze non urgenti l’116117, in modo appropriato e senza distogliere risorse – medici e ambulanze – fondamentali per chi ha davvero ha bisogno.
I toscani stanno comunque imparando: le chiamate al 112 (per la parte che riguarda il 118, ovvero le emergenze sanitarie) sono diminuite dell’8 per cento in questo scorcio di inverno rispetto agli stessi mesi del 2024 e 2025 e sono aumentate, nell’identico periodo, quelle all’116117, da 58mila a 97mila.
“E’ un servizio in forte crescita – ribadisce l’assessora – . E’ il numero che riguarda l’assistenza territoriale e tutto ciò che non è urgente e che può trovare risposte sul territorio”. “Sarà un numero ancora più importante – aggiunge – nel momento in cui riusciremo ad attivare un numero consistente di case delle comunità perché sarà ancora più semplice indirizzare i cittadini verso i servizi territoriali e quindi indicare percorsi di cura e di soluzione alle loro problematiche appropriati”.
Dall’116117 passano anche servizi come la guardia medica pediatrica e i teleconsulti di secondo livello.
Nel 2005 il numero è stato digitato 802.049 volte, con picchi nel periodo natalizio di 18 mila chiamate al giorno come spiegano il direttore generale dell’Asl Toscana Centro Valerio Mari e il responsabile della centrale Alessio Lubrani, che accompagnano nella visita l’assessora. “Faremo di tutto – conclude Monni – per implementare ulteriormente questo servizio”.
Il numero chiaramente è raggiungibile sia da telefono fisso che da cellulare. I quasi duecento operatori esperti che si alternano nelle sale, contigue, del 112 e del 116117 rispondono mediamente entro due minuti e alcune chiamate si risolvono con le sole indicazioni e consigli degli operatori. Altrimenti subentra il medico di continuità assistenziale.
Nel caso che la chiamata arrivi da cittadini non italiani o che hanno difficoltà a parlare in italiano traduttori sono in grado di interloquire e fare da ponte in venti lingue diverse: in inglese, spagnolo, tedesco e francese, ma anche in polacco, portoghese, rumeno, serbo e croato, ma anche in albanese, cinese, arabo, bengalese, cingalese, hindi, punjabi, russo, ucraino, tigrino e urdu.
“L’Azienda sanitaria – spiega il direttore generale della Asl Toscana centro, Valerio Mari – ha svolto un ruolo diretto e strategico nell’attivazione del servizio che viene erogato all’interno del nuovo modulo della centrale regionale, curando l’organizzazione e la gestione della fase di transizione del servizio di continuità assistenziale”.
“Abbiamo garantito – prosegue – il coordinamento di operatori adeguatamente formati e di medici qualificati, assicurando il funzionamento del numero unico per le cure non urgenti”.
“Attraverso questo servizio – sottolinea Mari in conclusione – non viene fornita esclusivamente la continuità assistenziale ma anche un’attività strutturata di informazione e orientamento sul territorio, con indicazioni su medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e altri servizi territoriali, oltre che pareri e supporto per bisogni sanitari a bassa intensità”.
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