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mercoledì 11 Febbraio 2026
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    I rospi innamorati sulla strada provinciale fra San Casciano e Mercatale: e i loro… salvatori

    E' il periodo dell'anno nel quale i volontari, secchi alla mano, li aiutano ad attraversare la strada e giungere al laghetto per la riproduzione. Ce lo racconta il dottor Carlo Scoccianti

    CALCINAIA (SAN CASCIANO) – In questo periodo dell’anno chi si trova a percorrere la strada fra San Casciano e Mercatale (la SP92 Grevigiana per Mercatale), dopo le 17.30 incontra, fra la Calcinaia e i Paolini, per l’esattezza sulla curva dove c’è il cimitero di San Pierino, gruppi di persone che, torce alla mano, raccolgono i rospi che dal bosco migrano verso il campo d’olivi.

    E’ un evento che si ripete ogni anno in questa stagione, e allora ci siamo fatti raccontare dal responsabile del salvataggio tutti i risvolti di quest’operazione.

    Chi parla è Carlo Scoccianti, biologo responsabile regionale del WWF Toscana per la protezione degli anfibi e dei rettili, e direttore dell’Oasi WWF di Focognano, a Campi Bisenzio, un’importantissima oasi di ripristino ambientale.

    Scoccianti coordina quest’operazione di salvataggio da 33 anni, in varie zone: “Siamo tutti volontari e troviamo questi gruppi focali di attraversamento dove, come in questo caso, c’è un laghetto. Purtroppo molto vicino alla strada”.

    “Quindi questi animali – aggiunge – per andare a riprodursi, essendo costretti a deporre le uova in acqua ed essendo ormai rari gli ambienti di acqua ferma, compiono queste migrazioni annuali quando siamo verso la fine dell’inverno”.

    Durante l’inverno, infatti, questi anfibi hanno una sorta di quiescenza: non è un letargo vero e proprio, ma una sorta di addormentamento.  

    Scoccianti continua: “Noi abbiamo studiato da molti anni tutte le strade più a rischio; le popolazioni di rospi fanno degli alti e bassi naturali, il che vuol dire che non tutti gli anni c’è la stessa situazione. Ma quando questa si presenta dobbiamo intervenire per forza, altrimenti avvengono delle vere e proprie stragi”.

    I rospi sono animali miti e importantissimi per l’equilibrio naturale. Una volta tutta la campagna era piena di abbeveratoi, lavatoi, piccole zone d’acqua.

    Oggi tutto questo non c’è più; ci sono questi laghi artificiali, la maggior parte dei quali è stata costruita negli anni Sessanta perché c’erano dei fondi a perdere. Purtroppo questi bacini d’acqua sono stati spesso costruiti in posti molto pericolosi per la sopravvivenza di questi anfibi. 

    “I rospi usano la strada come… il Sabato del Villaggio di Leopardi – ci dice Scoccianti – Loro che sono animali che vivono singoli, sia i maschi che le femmine, e dormono da soli, socialmente si devono trovare per formare le coppie. Quindi convergono al laghetto appena svegli dopo la loro quiescenza”.

    “Per trovarsi – ci spiega ancora – cosa di meglio di una strada larga dove stazionare per formare le coppie, per incontrare le femmine che, fra l’altro, per numero sono rarissime rispetto ai maschi?”.

    Ed è qui che… casca l’asino: “Quindi i maschi si fermano sulla strada ad aspettare le femmine: ed è proprio in questo momento che vengono travolti dalle macchine in transito”.

    Queste sono situazioni che i volontari cercano di fronteggiare. In alcuni casi, dove è possibile e dove la strada lo consente, passano anche ad azioni più concrete, costruendo barriere e sottopassi.

    Scoccianti ci racconta che negli anni ha progettato e realizzato molte di queste barriere, ad esempio in provincia di Bologna e di Roma, in provincia di Livorno, vicino a Piombino. Proprio in questo momento ci sono dei progetti con la Regione Toscana per la zona di Figline.

    Questo intervento di salvataggio dei rospi è un’azione per la quale i volontari donano un po’ di ore del proprio tempo, per compiere un gesto importantissimo per l’ambiente.  

    Spesso, nella fretta delle nostre vite, sottovalutiamo queste azioni; che sono una forma di rispetto e di aiuto per la natura che ci circonda, in cui tutto ha il suo perché. Anche un rospo “innamorato” è un tassello indispensabile del ciclo vitale. 

    Il dottor Carlo Scoccianti termina con un appello rivolto a tutti quelli che vogliono diventare volontari, e per questo motivo ci lascia il suo numero di cellulare al quale può essere contattato per comunicare la propria disponibilità: 3383994177.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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