BAGNO A RIPOLI – “Fratelli d’Italia chiede di classificare le nostre scuole con etichette ideologiche. È un fatto grave e inquietante. Non siamo di fronte a una semplice provocazione politica, ma ad un attacco diretto alla libertà e all’autonomia del sistema scolastico”.
Così il segretario del Partito democratico della Toscana, Emiliano Fossi, interviene sulla mozione presentata dai consiglieri di Fratelli d’Italia a Bagno a Ripoli che propone di modificare la denominazione ufficiale degli istituti scolastici inserendo definizioni come “antifascista”, “di sinistra”, “favorevole alle teorie lgbtq+”, “woke”.
“Siamo al fianco del sindaco Francesco Pignotti che si è opposto e ha denunciato con fermezza quanto accaduto” afferma Fossi.
Bagno a Ripoli, il sindaco: “I consiglieri di FdI chiedono la schedatura delle scuole. Come ai tempi del fascismo”
“Siamo di fronte ad un vero e proprio tentativo di intimidazione nei confronti di insegnanti e dirigenti scolastici, un modo per mettere sotto pressione chi ogni giorno svolge con professionalità e dedizione il proprio lavoro educativo” prosegue Fossi.
Secondo il segretario regionale Dem, l’idea di distinguere le scuole sulla base di presunte appartenenze ideologiche “richiama pagine oscure della storia italiana”.
“Il fascismo iniziò anche così – ricorda – dividendo, classificando, marchiando persone e istituzioni in base alle loro idee politiche, alla religione, all’identità. Sappiamo bene dove ha portato quella deriva. Non possiamo accettare che si torni a ragionare con quella logica”.
“Fratelli d’Italia a Bagno a Ripoli sembra voler riportare indietro le lancette della storia, evocando un modello di controllo e di uniformità che appartiene al passato più buio del nostro Paese. La scuola pubblica è presidio di libertà, pluralismo, laicità e democrazia, non terreno di schedature o liste di proscrizione” aggiunge Fossi
“Dovunque vogliano arrivare con questa iniziativa – conclude – sappiano che troveranno una comunità compatta nel difendere l’autonomia scolastica, la libertà d’insegnamento e il diritto di ogni ragazza e ragazzo a formarsi in un ambiente aperto, inclusivo e rispettoso dei valori costituzionali”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA


































