BAGNO A RIPOLI – “Non ci vuole molto a capire che la mozione recentemente presentata da noi consiglieri di FDI di Bagno a Ripoli sulla scuola sia volutamente provocatoria”.
Inizia così la precisazione da parte dei tre consiglieri comunali, Michele Barbarossa, Serena Giannini, Fabio Venturi, in seguito alla levata di scudi contro la loro mozione “per la modifica delle nomenclature e/o denominazioni delle scuole presenti sul territorio comunale”.
Bagno a Ripoli, il sindaco: “I consiglieri di FdI chiedono la schedatura delle scuole. Come ai tempi del fascismo”
“Provocatoria – proseguono – affinché l’amministrazione di Bagno a Ripoli e le istituzioni preposte capiscano che i bambini, specialmente quelli più piccoli, debbano essere lasciati fuori da discorsi politici o da fatti di cronaca che nemmeno “i grandi” riescono pienamente a capire e spiegare”.
“E’ questo il senso della nostra mozione – aggiungono – Non ci interessano le schedature delle scuole né altre differenziazioni, vogliamo solo che i bambini vengano lasciati stare”.
“La nostra provocazione – dicono ancora – nasce dal fatto che per il sindaco Pignotti e per molti altri consiglieri del Pd ciò che viene fatto durante le ore di lezione nelle scuole di Bagno a Ripoli sia corretto ed anzi istruttivo per i ragazzi: per noi i ragazzi che sono a scuola devono essere lasciati liberi di crescere con le proprie idee, senza che taluni soggetti cerchino di condizionarne gli orientamenti. Quindi non solo le idee di sinistra ma nemmeno quelle di destra devono essere portate nelle scuole!”.
“La nostra intenzione – riprendono – è quella di portare nel dibattito comunale un tema delicato che purtroppo viene sempre ignorato, non ci interessa nemmeno portare al voto il consiglio comunale su tale mozione: avevamo già intenzione di ritirarla dopo aver esaurito il dibattito in merito. Come spesso succede, i malpensanti guardano il dito di chi indica e non la luna che viene loro indicata”.
“Gli schiamazzi deliranti del Pd locale al seguito delle nostra mozione – accusano – sono solo una cortina fumogena per non affrontare il problema reale che noi consiglieri di FdI avevamo già in precedenza evidenziato: all’interno delle scuole non deve essere fatta politica!”.
“Non è un bavaglio alle scelte dei docenti – puntualizzano – non è una limitazione alla scuola, non è un’intimidazione, è un grido di esasperazione portatoci da diversi genitori affinché la gente e l’opinione pubblica prenda coscienza di ciò che sta accadendo dentro alcuni istituti scolastici del nostro territorio”.
“Le parole nella mozione presentata erano volutamente sopra le righe – ribadiscono – ma solo per sfondare quel muro di gomma ipocrita che non vuole far vedere la realtà dei fatti. Siamo ben consapevoli della responsabilità del ruolo politico che ricopriamo e proprio per questo ci siamo esposti provocatoriamente per difendere quella libertà di coscienza nella scuola che purtroppo molti si dimenticano di tutelare”.
“A coloro che in questa mozione vogliono vedere qualcosa di più – concludono Barbarossa, Venturi e Giannini – di reazionario, di proibito, di fascista, diciamo solo che sono scollegati dalla realtà”.
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