BAGNO A RIPOLI – “Il nostro comune è entrato in Taric dall’1 gennaio 2026, ma le modalità con cui è stato deciso e l’impatto che sta avendo su cittadini e territorio sono sotto gli occhi di
tutti”.
Inizia così la nota con la quale viene ufficializza la nascita ufficiale, anche a Bagno a Ripoli, del comitato di cittadini “Taric sì, ma non così”.
“A novembre scorso – ricordano – avevamo raccolto in una sola settimana oltre 2.000 firme per
chiedere che si rinviasse il passaggio alla nuova tariffa, almeno finché il gestore non
garantisse un sistema efficiente”.
“Così non è stato – proseguono – e ci siamo ritrovati, come già in diversi Comuni vicini a noi, con una lunga serie di problemi e di confusione, in cui ogni utente è stato lasciato ad arrangiarsi. Tutto questo non è accettabile!”.
Il prossimo 9 marzo, alle ore 21 presso la casa del popolo di Grassina, è stato quindi organizzato un incontro pubblico, come prima uscita ufficiale del comitato.
“Abbiamo scelto questo nome – puntualizzano – per rimarcare che vorremmo davvero poter pagare in base a quanti rifiuti produciamo, nel solco delle direttive europee: noi vorremmo una vera tariffa corrispettiva!”.
“Il sistema ideato da Alia e approvato da questa amministrazione però – riprendono – non persegue questo scopo. Ne ha il nome, ma non la sostanza né le regole”.
Quella del 9 marzo, evidenziano, “sarà un’occasione per confrontarci, raccogliere le criticità e collaborare nel comitato. La migliore risposta, dal basso, per costruire un soggetto che dia forza alla richiesta di cambiare questo sistema”.
“Valuteremo quali sono le strade che abbiamo a disposizione – concludono – e vi metteremo al corrente di cosa sta facendo l’Unione dei Comitati, che è nata a livello metropolitano. Partecipare significa contare. E mettere insieme le voci per chiedere un sistema più
equo, trasparente e sostenibile”.

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