Con questa lettera desidero portare all’attenzione dei lettori del Gazzettino del Chianti una problematica che riguarda mio figlio e altri studenti che ogni giorno raggiungono Firenze per frequentare l’Istituto Tecnico Industriale “Meucci”, in via del Filarete, il cui orario di ingresso è fissato alle ore 8.
Mio figlio risiede a Greve in Chianti e, per raggiungere la scuola, utilizza il servizio di trasporto pubblico at bus Autolinee Toscane.
Attualmente, la corsa in partenza da Greve (via Ferrone) è prevista alle ore 6.50, con arrivo programmato a Firenze, alla Leopolda, intorno alle ore 7.55.
Da lì, gli studenti devono prendere la tranvia T1 fino alla fermata Arcipressi e proseguire poi a piedi per raggiungere l’istituto.
Già sulla carta, un collegamento del genere lascia pochissimo margine di tempo. Ma la situazione reale è ancora più problematica: l’autobus in partenza da Greve alle 6.50 accumula abitualmente ritardi e, di fatto, i ragazzi riescono a salire a bordo soltanto intorno alle 6.58.
È facile comprendere come, tra il viaggio in autobus, il traffico, il cambio di mezzo e il successivo tragitto a piedi, arrivare a scuola entro le 8:00 diventi praticamente impossibile.
Questa mattina, dopo ripetuti ritardi, mio figlio è arrivato davanti alla scuola alle ore 8.23, perdendo quasi mezz’ora della prima lezione.
Mi chiedo: ci rendiamo conto di cosa significhi per uno studente perdere ogni giorno 15 o 20 minuti di lezione, quando non addirittura di più?
Non si tratta di un episodio isolato, ma di una difficoltà che si ripete e che rischia di compromettere il regolare svolgimento dell’attività scolastica.
La soluzione, a mio avviso, potrebbe essere semplice e concreta: introdurre una corsa intermedia, con partenza intorno alle 6.35-6.40, oppure anticipare alle 6.35 quella attualmente prevista alle 6.50.
Un anticipo di appena dieci/quindici minuti, o poco più, potrebbe fare una differenza enorme per questi ragazzi, consentendo loro di raggiungere Firenze con tempi più compatibili con l’inizio delle lezioni.
L’unica alternativa attualmente disponibile è una corsa che parte da Greve (via Ferrone) alle ore 6.05.
Questo significherebbe, per molti studenti, doversi svegliare intorno alle cinque del mattino, affrontando poi un’intera giornata scolastica che termina alle ore 14 e il successivo viaggio di ritorno.
È davvero ragionevole chiedere a ragazzi in età scolare di sostenere un simile sacrificio quando potrebbe essere sufficiente rivedere l’organizzazione di una corsa?
Non pretendo che mio figlio venga accompagnato e ripreso direttamente davanti alla scuola, come accade per gli studenti che possono usufruire di collegamenti più favorevoli, ad esempio verso gli istituti di Bagno a Ripoli o il Peano. Pretendo, però, che abbia la possibilità concreta di arrivare in orario e di seguire tutte le lezioni, esattamente come i suoi compagni.
La scelta della scuola superiore dovrebbe dipendere dalle inclinazioni, dagli interessi e dalle aspirazioni dei ragazzi, non dalla disponibilità di collegamenti pubblici adeguati. Chi vive in un comune del Chianti e sceglie un istituto di Firenze non dovrebbe essere penalizzato da un servizio che, nei fatti, non consente di rispettare l’orario scolastico.
Questi ragazzi hanno scelto con impegno e determinazione un percorso di studi nel quale credono e che considerano importante per il proprio futuro. Meritano attenzione, rispetto e la possibilità di frequentare la scuola senza dover iniziare ogni mattina la giornata con l’ansia di arrivare in ritardo.
Per questo rivolgo un appello ai responsabili del servizio di trasporto pubblico e alle istituzioni competenti affinché prendano in esame questa situazione e valutino una modifica degli orari. Non si chiedono privilegi, ma un collegamento adeguato a un’esigenza concreta e quotidiana.
Garantire un trasporto pubblico efficiente significa anche garantire pari opportunità di accesso all’istruzione. Mi auguro che questa segnalazione non rimanga inascoltata e che si possa individuare al più presto una soluzione semplice, ragionevole e concreta, nell’interesse di tutti gli studenti coinvolti.
Perché il diritto allo studio non dovrebbe dipendere dal luogo in cui si vive né dalla fortuna di trovare un autobus puntuale.
S. E.
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