CHIANTI – Che i fungaioli, conoscendo molto bene il “settore”, abbiano una soglia di tolleranza-bugie elevata, in particolare per la protezione delle zone e dei boschi preferiti, è cosa nota. E anche comprensibile.
Insomma, serve un po’ di “melina” per proteggere luoghi che arrivano da lunghi anni di frequentazioni o che, magari, sono stati trasmessi in famiglia.
Che però queste bugie si trasferissero anche nell’appropriazione indebita di foto beh… a questo francamente non avevamo pensato.
Sicuramente non quando abbiamo organizzato un concorso ampiamente amatoriale di foto ai porcini ritrovati nelle ultime settimane nelle nostre zone.
Ci piaceva, infatti, celebrare un’annata incredibile nei boschi chiantigiani, nella quale anche chi di solito non va per boschi, avendo avuto nascite importanti intorno a casa, si era divertito nella natura e nell’emozione (sempre splendida) di avvistare un porcino.
Avevamo quindi chiesto ai nostri lettori di inviarci le loro foto, per un concorso amichevole che ha messo in premio un kit con borsa da raccolta, coltellino e spazzola per la pulizia, … . Lo abbiamo chiamato “Il Porcino più bello del Chianti”.
Vinto dal grevigiano Giorgio Innocenti, con la foto a sei clamorosi esemplari di Boletus Aereus insieme… al nipote.
“Il Porcino più bello del Chianti” è quello di Giorgio Innocenti (da Greve in Chianti)
Hanno partecipato in oltre settanta, aderendo a un regolamento molto semplice: indicare nome e cognome, foto dei funghi in ambiente (quindi nel bosco), indicare almeno il comune di ritrovamento.
Quello che non ci aspettavamo è che, dopo aver pubblicato sulla nostra pagina Facebook le foto per le votazioni dei nostri lettori (a questo link), venissimo contattati (o informati) da persone che lamentavano che si trattava di foto proprie, prese da chi, poi, se ne era “impossessato” per mandarle, a proprio nome, alla redazione.
E’ successo almeno in un paio di casi, per quanto di nostra conoscenza. E le informazioni ci sono arrivate dopo vari “giri” nel web poiché, si sa, il mondo (online) è piccolo. In particolare quello dei funghi… .
In un caso ancora non siamo sicuri se si sia trattato di “appropriazione indebita di foto”, anche se ne abbiamo un sospetto molto fondato.
Nell’altro (non indicheremo l'”autore” né la foto, che è già stata cancellata da quelle che hanno partecipato al concorso, l’immagine che vedete qua sopra è di funghi trovati da giornalisti della nostra redazione) abbiamo chiesto spiegazioni a chi aveva inviato lo scatto, reclamato da un’altra persona e relativo, in base alle sue informazioni, ad un altro anno e ad un’altra zona della Toscana. E, appunto, ad un altro autore.
Scena muta, come quando a scuola ti scoprono mentre stai copiando, in flagranza.
E allora via, non prendete le foto di altri, non prendete… i funghi di altri. Non createne, aggiungiamo, con l’intelligenza artificiale (sarà successo anche questo? Chissà…).
Noi organizziamo queste piccole occasioni per condividere assieme passioni e amore per il nostro territorio: cerchiamo di non rovinare anche questo.
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