CASTELNUOVO BERARDENGA – Ci sono quei personaggi che uniscono tradizioni, folclore, emozioni. Che ci fanno sentire bambini anche da grandi.
Lo è stato, per molti a Castelnuovo Berardenga, Arturo Brogi: venuto a mancare nei giorni scorsi dopo una lunga malattia, Arturo ha rappresentato per molti castelnovini che oggi hanno passato i quaranta (o sono lì… intorno), un punto di riferimento.
Fra questi lo stesso sindaco, Fabrizio Nepi, che ne traccia un ricordo intimo, emozionante, pieno di affetto e tenerezza.
"Arturo era un "bullettaio" doc – inizia il sindaco – a tutti gli effetti infatti il suo lavoro era quello di battere il ferro, lavoro che facevano in molti fra gli anni Cinquanta e Settanta".
"Il mio ricordo – prosegue – è quello di un giovane calciatore del GS Berardenga, dove ho militato dagli Esordienti fino alla prima squadra, con alterni risultati. In quegli anni lo stadio era sempre pieno, erano gli anni in cui le partite di serie A si seguivano attraverso le magnifiche voci dei radiocronisti di Tutto il calcio minuto per minuto. E la vita sembrava più semplice".
"Di Arturo – prosegue il sindaco – ricordo le molte trasferte, fatte con gli Allievi ragionali, una squadra allenata da mister Dironato che fece un ottimo campionato. Arrivammo quinti dopo squadroni come l'Isolotto di Flachi o la Tuscar Gemini vivaio al tempo dell'Arezzo calcio".
"Le lunghe trasferte insieme ad Arturo – conclude il sindaco – con la sua aria da finto scorbutico, alla toscana, ma in realtà divertente, erano uno spasso. Fra i ricordi del paese che ho rispetto agli anni che furono, molti sono frutti dei suoi racconti. Un pezzo del nostro comune… che se ne va".
di Matteo Pucci
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