GAIOLE IN CHIANTI – Si fa fatica a non rimanere attaccati a quelle immagini, a quel paese, a quel territorio travolto da un'ondata di amore per il ciclismo e per le sue strade.
Settemila (7.000!) da quasi 60 Paesi di tutto il mondo. A Gaiole in Chianti. Per celebrare un qualcosa di unico e, al di là di qualsiasi tipo di opinione, profondamente autentico.
Un'autenticità ribadita anche da chi è stato una delle pietre miliari de L'Eroica, che domenica 1 ottobre ha spiegato al mondo tutta la sua bellezza.
Quel Giancarlo Brocci che molti definiscono "patron", ma forse sarebbe meglio chiamarlo il "babbo" di questa corsa. Fuori dal tempo e fuori dai tempi.

AL CENTRO – Fra Amerigo Sarri e Felice Gimondi
"Di che parlare dopo che tutti hanno detto, raccontato, magnificato, condiviso – scrive Brocci affindando a un post su Facebook le sue emozioni – Era imbarazzante fare la piazza di Gaiole, a fronte dei tanti da ogni dove a ringraziare e dei paesani a ironizzare del solito Brocci di sempre, quello dei sogni, quello che mamma avrebbe voluto vedere con la testa (la sua di mamma) a posto, a fare sul serio il medico e il marito".
"È vero – certifica lui stesso – L'Eroica 2017 è stata la consacrazione, la celebrazione definitiva, la continua domanda del "ti rendi conto di cosa". Mi rendo conto, certo".
"Vorrei si rendessero conto molti altri – prosegue – che i buoni sentimenti possono pagare, che quando si fa la cosa giusta non dobbiamo mollare, che di ognuno dei vicini di strada fa bene alla salute pensare che siano brava gente".

LUCIANO "LUCKY" BERRUTI – Presente. Dappertutto
"Che Luciano Berruti – sottolinea dedicando il suo ricordo al numero 1, mai presenza come in questa sua prima assenza – diventato un mito di un popolo perché era un concentrato di bontà e passione, di pulizia e capacità di stupore, perché aveva una grande anima".
"E poi – conclude – solo poi, il resto del gruppo (i numeri, i vip, i paesaggi, le strade bianche, l'efficente organizzazione, i volontari, i media, gli sponsor, gli stranieri, i giovani, le belle donne), tutto a pari merito".
di Matteo Pucci
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