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sabato 4 Aprile 2026
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    Rsa Botticelli di Strada: 17 lavoratori di dissociano dal sindacalista della Cgil

    Lettera scritta alla proprietà: "Solo pochi presenti alle riunioni sindacali. Non ne condividiamo il percorso"

    STRADA (GREVE IN CHIANTI) – Diciassette lavoratori dell'Rsa Botticelli di Strada in Chianti (circa la metà), di proprietà del Gruppo La Villa Spa, hanno preso carta e penna per scrivere alla proprietà.

     

    Per lamentarsi? No. Per prendere le distanze dalla lettera aperta scritta nei giorni scorsi da Francesco Belli, sindacalista della Fp Cgil di Firenze.

     

    Belli che lamentava, fra le altre cose, "arroganza e prepotenza della proprietà" nella "esternalizzazione del personale".

     

    Una presa di distanza, quella dei diciassette lavoratori, che arriva a pochi giorni dalle precisazioni da parte dell'azienda che aveva anche lamentato l'"incomprensibile ostilità dimostrati dal sindacalista Belli, rappresentante sindacale della Fp Cgil Firenze ma ancor prima  dipendente in aspettativa della stessa società, La Villa SpA".

     

    Adesso ecco arrivare la presa di posizione di un nutrito gruppo di lavoratori, che nella lettera scritta all'azienda esprimono il loro "totale disaccordo" sulla lettera aperta di Belli, inviata anche alle istituzioni.

     

    Una lettera, scrivono i diciassette, "che ci ha lasciati senza parole in quanto arrivata molto tempo dopo quei fatti che hanno creato tensione".

     

    "Ha poi tirato in causa – si legge ancora – tutti noi dipendenti: invece molti ignari e solo pochi presenti a quelle riunioni sindacali dove si condivideva il pensiero di chi crede che uno sciopero risolva questo tipo di problemi".

     

    "Ad oggi – proseguono – ci troviamo in una posizione scomoda e sgradevole, per colpa di pochi che hanno voluto rappresentare tutti a causa delle azioni di un sindacato che non ci ha mai reso partecipi di quanto deciso".

     

    "Con questa lettera – puntualizzano – vogliamo solo esprimere il nostro totale dissenso azioni compiute dal signor Francesco Belli".

     

    "La motivazione che ci ha spinto a scrivere all'azienda – concludono mettendo in chiaro anche questo punto – non è dettata dalla paura di perdere il lavoro, quanto dall'esigenza di esprimere che ci dissociamo completamente dal gruppo di colleghi che invece hanno avallato quel pensiero".

     

     

    di Matteo Pucci

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

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