Gli scavi archeologici a Castellina. La storia del Gruppo Salingolpe

L'associazione ha compiuto trent'anni e continua la sua ricerca di tesori etruschi e non solo

CASTELLINA IN CHIANTI – È il 1987, quando a Castellina in Chianti nasce il Gruppo Archeologico Salingolpe, un'iniziativa di Lorenzo Brogi, Remo Rusci, Mario Cappelletti, Roberto Manganelli e Gianni Morelli. 

 

Il presidente del gruppo oggi è Vito De Meo che ripercorre la storia dell'associazione: “Tutto è partito con gli scavi della necropoli etrusca del Poggino a Fonterutoli sotto la direzione scientifica di Giuseppina Carlotta Cianferoni (che è stata soprintendente per i beni archeologici della Toscana, ndr). L’associazione ha avuto un ruolo cruciale nell’affiancare i lavori, che hanno riportato alla luce un considerevole patrimonio archeologico, di cui Castellina, oggi può vantare”, dice con orgoglio de Meo.

 

Con la scomparsa di uno dei fondatori, il gruppo ha avuto una battuta di arresto. Nel 2013, però, è stato pubblicato il libro di “San Fausto Martire”, patrono di Castellina. “Ho condotto personalmente le ricerche, ritardando la tesi di due mesi – ricorda il presidente – Volevo chiarire la genesi e lo sviluppo del culto patronale. Sono riuscito a reperire l’atto di donazione delle reliquie, risalente al 1660 della famiglia Ugolini residente al Cerreto”.

 

Con nuovo impulso il Gruppo allora rinasce. Viene creata la sezione di Ricerca e Studi interna animata da professionisti. “Abbiamo restaurato anche la Madonna del Latte, attribuita alla Bottega di Bicci Lorenzo e in particolare al suo allievo Maestro di Signa. È un’opera importantissima, ma purtroppo sconosciuta. Ai lati della Madonna ci sono due santi: San Giovanni che rappresenta Firenze e San Galgano che simboleggia Siena”, spiega ancora Vito de Meo.

 

“Le nostre iniziative sono state molteplici. Basta pensare ai dattiloscritti che Otello Terzani, ha donato a Marcello Cappelletti, facendo ritorno a Castellina dopo ben 67 anni”, rivela il presidente.

 

“Uno dei progetti di cui vado particolarmente fiero, è quello del censimento Fotografie d’epoca. Ci eravamo accorti che le foto di Castellina in nostro possesso erano pochissime. Per questo abbiamo deciso di chiedere il contributo della cittadinanza. Nel giro di un anno avevamo tra le mani più di 600 foto. Un risultato incredibile – afferma sorridendo – Per questo motivo abbiamo pubblicato due libri e un terzo è in elaborazione”.

 

“Ma non ci possiamo dimenticare del progetto di valorizzazione della Via Romea – aggiunge poi Vito – Lo studio nasce da una ricerca pura, strutturata in proprio. Ci sono voluti sei mesi di duro lavoro per portarla a termine, ma siamo molto fieri. Anche i comuni di Barberino Val D’Elsa e Tavarnelle ci hanno contattato per essere coinvolti in questo progetto. La via Romea, infatti collegava Firenze a Siena, fino a Roma. Il nostro obiettivo è quello di recuperare tutta la strada originaria”

 

“L’ultima novità sono gli scavi vicino a Croce Fiorentina. Già, dopo trent’anni esatti siamo ritornati agli esordi. La necropoli etrusca si trova esattamente a metà tra il Poggino e il Calvario, tutte a ridosso della Via Romea. Marco Filmati è il direttore archeologico. Con nostro orgoglio sono state rinvenute due sepolture i cui corredi principali sono stati restaurati e a breve saranno esposti al museo di Castellina –  aggiorna Vito De Meo – La speranza è che questo sito archeologico si possa valorizzare in tempi brevi”.

di Jessica Nardi

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