CASTELLINA IN CHIANTI – "Un’emozione dura poco – Il bello è proprio lì – Che quando si fa duro il gioco – Un’altra emozione è già qui…".
Parole ricche di significato, quelle tratte dalla canzone di Mina. Emblema dell’essenza, della personalità di Giada Bargilli. Da Castellina in Chianti, Giada ha partecipato a numerosi concorsi canori. La sua voce particolare è il suo tratto distintivo.
“Da piccola mi chiudevo in camera e registravo la mia voce. Avevo partecipato anche ad un concorso per lo Zecchino d’Oro" racconta Giada ridendo.
"Solo attraverso il gruppo teatrale “Gli Squattrinati” – riprende – ho avuto modo di potermi esibire. Teatro e canto, un’alchimia perfetta. Nel 2016 al Festival di Castrocaro sono arrivata in semifinale".
"Dopodiché – ci spiega – mi hanno contattato da un concorso regionale dove ho potuto conoscere la mia insegnante, Alice Spinelli. Ho fatto anche un master e l’accademia. Sono stata contattata dalla tutor di Ravenna secondo la quale ero idonea a partecipare. È un ambiente in cui cresci molto a livello personale, ti metti a confronto con persone che hanno il tuo stesso interesse. Ti rendi veramente conto di quello che è il mondo della musica e dello spettacolo. È dura e non è per niente semplice. C’è chi ci lavora per soldi non sapendo fare niente e chi invece è realmente bravo”.

“La musica – continua Giada – è uno sfogo in quanto mi rilassa. Cantare in pubblico è emozionante, riesco a trasmettere ciò che provo. L’adrenalina è quasi sempre a 3.000. Per me, la vera vittoria è quando arrivi sul palco, ricevi l’applauso e sei riuscito ad emozionare chi ti ascolta. Non ho uno stile preciso. Sono molto malleabile su tutti i generi. Canto solo in italiano. Se una canzone te la senti tua è tutto più semplice interpretarla. Devi riuscire a rendere tuo il testo e sentire quello che canti veramente. Generalmente punto più sul contenuto che sulla musica. Tutte le parole mi devono prendere. Al di là di come canti, l’interpretazione arriva alla gente”.
“Vado a lezione da Alice Spinelli – prosegue raccontandoci la sua quotidianità – una volta a settimana per 45 minuti. È un momento mio, ma anche suo. Si inizia con il riscaldamento e poi studiamo il brano. Alice è bravissima. Canta lei e si ferma il mondo. Trasmette emozioni anche semplicemente parlando. Figurati quando canta. È sempre molto disponibile e carina. È come una sorella per me. Mi ha cambiato tanto nella mia vita e nel canto. Mi ha migliorato. Bisogna chiudere gli occhi e lasciarsi andare senza ragionare a fondo. Bisogna semplicemente buttarsi”.
Amore per la musica trasmesso dal babbo: “Lui suona la tastiera a orecchio. Non conosce la musica, ma se gli dici di suonare una melodia lui lo fa. Quando ti esibisci su un palco è importante anche il modo in cui ti presenti alle persone. Come ti poni, come ti muovi, come ti vesti è basilare. Fa il personaggio. Solitamente mi vesto in base ai testi che faccio. Non solo abiti ma anche acconciatura. È tutto l’insieme che fa la differenza”.

Idee per il futuro? “Non ho nessun progetto e nessuna ambizione. Se io mi ascolto, non mi piace la mia voce. Però mi dico che, se arrivo al cuore della gente, vuol dire che il mio timbro non è proprio così male. Due anni fa volevo smettere di cantare. Avevo dei problemi di voce, non mi sentivo soddisfatta e non riuscivo a trasmettere le emozioni. Però non potevo e non posso vivere senza il canto. È una parte vitale della mia persona".
"Mi sono rimaste sempre impresse – conclude – le parole di un giudice di Siena che mi disse: non ti azzardare a smettere di cantare perché non ti piaci, ma piaci alla gente. Io voglio continuare a cantare per me e per gli altri. Voglio essere Giada, me stessa e basta. Andare a fare un personaggio che non sia Giada… proprio non mi va".
di Jessica Nardi
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