CASTELLINA IN CHIANTI – I giorni 6, 7, 8 e 9 settembre, Castellina in Chianti festeggerà come da tradizione il suo santo patrono, San Fausto. Ma chi era esattamente San Fausto?
Per conoscere meglio la sua vita non potevamo che chiedere a Vito De Meo, autore del libro “San Fausto Martire", a don Luciano, parroco del paese, Viviana Vettori, presidente del Comitato di San Fausto e Antonella Bartolini, grande esperta della storia castellinese.
Santo protettore della comunità, più che la certezza degli attestati storici si parla della fede del popolo di Castellina nei confronti di questa figura.
Secondo le fonti, il Santo sembra essere nato presso il podere del “Cerreto”, in una casa colonica, dove esercitava molto probabilmente, la professione di contadino.
Caratteristica specifica che lo ha portato verso la santità è il miracolo dei buoi che aravano la terra da soli. Sembra infatti che la domenica, mentre lui era solito recarsi in chiesa, i buoi continuassero a svolgere imperterriti il loro lavoro.
La tradizione vede San Fausto condannato a morte dai romani in quanto si rifiutava di abiurare la fede di Cristo. Le reliquie del Santo, giunsero solamente alla fine del '600 a Castellina. Pare infatti, che esse fossero state donate dalla famiglia degli Ugolini dopo essere state riportate alla luce dalle catacombe romane.

La comunità di Castellina dimostra da sempre un forte attaccamento verso il Santo. In passato, infatti, i paesani si rivolgevano a lui per ottenere guarigioni da malattie, per combattere la siccità, contro terremoti e calamità naturali.
Monsignor Gaetano Profeti, all’inizio del '900 raccolse addirittura, in un librettino, le numerose preghiere a lui dedicate. Il culto di San Fausto ha soppiantato il culto più antico di San Barnaba apostolo.
La festa del patrono ricorre la terza settimana di settembre. Ogni cinque anni c’è la “festa grande”, come da tradizione fiorentina.
Grandi celebrazioni che prevedono festeggiamenti più corposi e sostanziosi che si protraggono per una intera settimana. Cena di tutta la popolazione lungo le vie del paese, spettacoli, cerimonie solenni e fuochi di artificio.
Da notizie storiche, si ricorda che in passato c’era un albero della cuccagna e la corsa dei cavalli presso le” Casce”.
I festeggiamenti della rificolona sono stati inglobati nella festa del Santo Patrono. Festeggiamento fiorentino in onore della natività della Madonna che ricorre il 7 settembre. Castellina in Chianti è l’unico paese in provincia di Siena a festeggiare la rificolona.
Nata nei secoli passati, vedeva i contadini provenienti dalle campagne arrivare a Firenze e dormire dove capitava con le lanterne. Unico paese che ha mantenuto questa tradizione ludica in terra senese. Sacro e profano insieme.
Tradizione che venne abbandonata negli anni '80 e fu ripresa per merito di Vanna Bianciardi, allora assessore alla cultura.
Il Comitato di volontari si occupa da sempre dell’organizzazione con molta efficienza come ogni anno del resto.
di Jessica Nardi
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