BAGNO A RIPOLI – Mense scolastiche, Bagno a Ripoli aderisce alla Green Food Week 2026.
L’iniziativa, promossa a livello nazionale da Foodinsider, ha lo scopo di incentivare scelte alimentari sostenibili e ridurre l’impatto ambientale della ristorazione collettiva.
Con questa adesione, Bagno a Ripoli lancia un messaggio per contribuire in modo concreto alla riduzione dell’impatto climatico legato all’alimentazione.
Una scelta che parte dai menù, ma che guarda al sistema nel suo insieme. Il settore alimentare è responsabile di oltre un quarto delle emissioni globali di gas serra: intervenire sulle abitudini alimentari significa quindi intervenire sul clima in modo misurabile e responsabile.
L’edizione 2026 valorizza in questa ottica la dieta mediterranea come modello alimentare equilibrato e sostenibile.
Legumi, cereali, verdure diventano protagonisti di menù capaci di coniugare qualità nutrizionale e riduzione dell’impronta ambientale, privilegiando prodotti stagionali, locali e coltivati con metodi che preservano la fertilità del suolo, come il biologico, e proponendo alternative senza carne equilibrate e gustose.
Parallelamente viene ulteriormente rafforzato l’impegno contro lo spreco alimentare, che incide in modo significativo sulle emissioni di CO₂.
La Green Food Week 2026 a Bagno a Ripoli culminerà in un menù dedicato, con ingredienti biologici, locali e sostenibili, buono per i bambini e per il pianeta, portato in tavola dalla società di refezione Siaf giovedì 16 aprile.
Come prima portata, pasta al ragù di lenticchie realizzata con prodotti biologici e di filiera corta. Come secondo piatto, polpette di verdure con ortaggi freschi a filiera corta e a km0, ed erbette saltate, spinaci e bietole di produttori locali.
“Un percorso, l’adesione alla Green Food Week – spiega l’assessore alla scuola Francesco Conti -, che unisce menù sostenibili e azioni di sensibilizzazione, con l’obiettivo di trasformare il momento del pasto in un gesto quotidiano capace di incidere sul clima e sulla salute”.
“Un progetto – conclude – che non si limita al menù, ma mira a generare consapevolezza, orientare le scelte e rafforzare una cultura alimentare più responsabile con la partecipazione e il coinvolgimento di tutta la comunità educante”.
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