BAGNO A RIPOLI – “In questo fine settimana di Pasqua voglio inviare a tutti i cittadini di Bagno a Ripoli un augurio speciale di serenità e di speranza, ma anche una grande preghiera a tenere alta la guardia nei confronti del virus”.
Inizia così l’appello pre-Pasqua del sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Casini.
Un appello che va a descrivere una situazione-Covid che, dal punto di vista ospedaliero, è davvero critica. Vicinissima a un punto di rottura.
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Mentre la campagna vaccinale sta iniziando, dopo ritardi, polemiche, errori, a entrare nel vivo, il vero rischio è quello di andare a schiantarsi proprio mentre la luce in fondo al tunnel si inizia davvero a intravedere.
“I dati – dice Casini – ci dicono che mai come adesso la situazione dei contagi è drammatica, anche nel nostro comune. Dopo i 18 nuovi positivi di ieri, oggi ne registriamo altri 12, con un trend in crescita in tutta l’area metropolitana”.
“L’ospedale Santa Maria Annunziata – prosegue – è sotto pressione come mai negli ultimi mesi, con i posti letto Covid pieni e il personale chiamato a ulteriori sacrifici”.
Poi, la valutazione: “Quello che stiamo vedendo in questi giorni nel nostro territorio non va bene. Gli assembramenti sono e restano vietati anche nei parchi e nei giardini. Per il momento non abbiamo voluto procedere con ordinanze più restrittive e chiusure dei parchi pubblici, che sono spazi fondamentali in particolare per i più piccoli, ma non escludo che potremo farlo nei prossimi giorni”.
“Occorre la massima responsabilità da parte di tutti – esorta – Evitiamo in questa fase ancora così complessa tutti i potenziali assembramenti nei ritrovi con amici e parenti. Evitiamo il parco giochi se è pieno e, nel caso, preferiamo una passeggiata all’aria aperta nelle nostre splendide colline”.
“È più che mai il momento della responsabilità – dice ancora – lo dobbiamo a chi si trova negli ospedali a combattere tra la vita e la morte, agli operatori sanitari nuovamente sovraccaricati di lavoro e di emergenze, lo dobbiamo per chi ha dovuto sospendere la propria attività lavorativa, lo dobbiamo a noi stessi e alla salute dei nostri cari”.
“Non abbassiamo la guardia – conclude – facciamo la nostra parte”.
























