BARBERINO TAVARNELLE – Dopo oltre trentacinque anni di lavoro, il 31 gennaio è andata in pensione la dottoressa Paola Belli, medico di famiglia di tanti tavarnellini e barberinesi.
E un’ondata di affetto l’ha letteralmente travolta. Nelle ultime due settimane tutti i suoi pazienti l’hanno salutata, tra regali, biglietti commoventi e… pianti, tra malinconia ma anche soddisfazione: quella di aver lasciato in loro un bel ricordo.
Originaria di San Gimignano (dove abita tuttora), per trentatré anni ha avuto l’ambulatorio a Barberino e Vico d’Elsa, sopra la farmacia. Qui ha svolto la sua professione con grande gioia e passione.
Qui ha visitato tanti pazienti, seguendo principalmente un obiettivo: far sì che chi entrava da lei si sentisse accolto e sollevato. Lei infatti ha sempre basato il suo lavoro sul rapporto umano, sul contatto con le persone.
“E’ una sensazione strana – ci risponde la dottoressa Belli, quando le chiediamo come stia vivendo i primi giorni da pensionata – Per adesso mi sembra di essere in vacanza, non mi rendo ancora bene conto. Però mi sento bene: avevo bisogno di un po’ di riposo”.
E’ già subentrato al suo posto, nell’ambulatorio di Barberino Val d’Elsa, il dottor Lorenzo Petroni, che riceve tutti i giorni dal lunedì al venerdì.
Ripercorriamo con lei la sua carriera, sin dagli inizi: “Mi sono laureata nel 1987 – racconta – e ho incominciato a lavorare nel 1989 come medico d’emergenza, soprattutto a Tavarnelle: a quei tempi eravamo l’Asl pilota per il medico a bordo dell’ambulanza”.
“Quei sei anni sono stati la scuola migliore che potessi fare – ammette, con orgoglio – anche grazie alla Misericordia di Barberino Tavarnelle, soprattutto grazie a Fabio Chiti (scomparso nel giugno 2025, n.d.r.): è lui che mi ha insegnato tutto dell’emergenza”.
Poi nel 1993 Paola ha ottenuto la convenzione con i mutuati: “Non appena sono diventata medico di Medicina Generale – ci confida – ho capito che quello era il mio posto”.
Negli anni ci sono stati senza dubbio momenti difficili: “Il Covid-19 ci ha messo a dura prova: è stato un incubo – ricorda – ma con l’aiuto di tutti ce l’abbiamo fatta”.
“Anche in quella circostanza – aggiunge – un supporto prezioso è stato il confronto tra noi medici di Barberino Tavarnelle, sia la “vecchia guardia” che i più giovani, che si sono perfettamente inseriti nel gruppo. Siamo sempre stati uniti, tra noi non sono mai mancati il rispetto e la cooperazione”.
Le domandiamo che cosa in particolare porti nel cuore: “Paradossalmente – riflette – i momenti che mi hanno unito di più ai pazienti sono stati quelli in cui ho dovuto accompagnarli nell’ultima fase della vita: per me era fondamentale stare loro vicino in quei momenti così delicati”.
“Colgo l’occasione – ci tiene a dire – per ringraziare i miei pazienti per l’affetto che mi hanno dimostrato e per la fiducia che hanno riposto in me”.
“Un grazie speciale – conclude la dottoressa Paola Belli – va ad Anna Maria, la mia segretaria, che ha condiviso più di vent’anni di lavoro con me ed è stata la mia forza”.
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