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domenica 12 Aprile 2026
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    La pedagogia povera (o “francescana”) al centro della scuola del futuro di Barberino Tavarnelle

    Essenzialità, attenzione alle piccole cose e cura della meraviglia nei poli scolastici 0-6 anni: dove si propone un ritorno alle cose semplici

    BARBERINO TAVARNELLE – I poli scolastici 0-6 anni di Barberino Tavarnelle fanno scuola a livello nazionale.

    Il modello pedagogico sulla continuità didattica, proposto dal Comune e dal Comprensivo “Don Lorenzo Milani” di Barberino Tavarnelle, disegna la scuola del futuro attraverso gli strumenti e le metodologie della pedagogia povera.

    Il percorso, avviato sperimentalmente circa venti anni fa con l’allora assessora, nonché pedagogista, Marina Baretta, purtroppo venuta a mancare prematuramente nel 2022, ha guidato, ispirato e influenzato le scelte urbanistiche dell’amministrazione comunale.

    Tanto che gli edifici dei nidi e delle scuole dell’infanzia sono stati costruiti e riqualificati in modo attiguo e comunicante, collegati internamente da una porta, come attestano gli esempi del complesso scolastico di Sambuca e quello di Barberino Val d’Elsa.

    La pedagogia povera è una metodologia incentrata sull’essenzialità, costruita e sperimentata in classe insieme agli allievi e alle allieve, affiancata da percorsi rivolti anche alle famiglie, ed insegna a riconoscere la meraviglia come dimensione necessaria a crescere, a diventare adulti in grado di apprezzare le piccole cose e la verità profonda dell’esistenza.

    Tra i primi in Italia, Comune e Comprensivo hanno introdotto nei plessi dei nidi e dell’infanzia di Barberino, Sambuca, Marcialla, Vico il metodo accompagnato da uno specifico corso di formazione rivolto ai docenti, condotto da Antonio Catalano.

    Il progetto della continuità didattica dei poli 0-6 è frutto di un lavoro e di un impegno congiunto che investe sulla qualità didattica e sui percorsi sperimentali e innovativi ispirati ai principi francescani.

    “La pedagogia povera – spiega l’assessora alle politiche educative Elena Borri – è un percorso che abbiamo adottato da anni, utilizza tecniche e strumenti di una metodologia educativa che riflette sul tempo, lo spazio e i percorsi sperimentali”.

    Le scuole di Barberino Tavarnelle propongono un ritorno alle cose semplici e si lasciano guidare dal senso francescano della vita per condividere la quotidianità in classe, cadenzata da ritmi lenti e accompagnata da progetti e interventi che stimolano l’esplorazione e l’apertura al territorio, il contatto diretto con l’ambiente e l’attenzione alle relazioni umane.

    Sono questi alcuni aspetti salienti della ricerca pedagogica che mira al benessere del bambino mettendo in campo esperienze incentrate sull’esplorazione delle emozioni, l’uso delle mani come strumenti utili a creare e inventare giochi e storie.

    “La visione che portiamo avanti – rimarca l’assessora – grazie alla stretta collaborazione tra Comune, scuola e famiglie, è quella di un laboratorio di idee, pensieri, sentimenti e passi sempre aperto che stimola l’esplorazione e il contatto diretto con l’ambiente e l’attenzione alle relazioni umane”.

    “L’attività delle scuole di Barberino Tavarnelle -conclude l’assessora Borri – è un’importante opportunità di crescita per le bambine e i bambini, uno strumento educativo che insegna un approccio vitale al mondo circostante che stimola curiosità e desiderio di conoscenza, basato sull’esperienza concreta”.

    L’istituto Comprensivo di Barberino Tavarnelle è guidato dalla dirigente scolastica Anna Maria Pia Misiti.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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