BARBERINO TAVARNELLE – “L’esito del referendum avrà una importanza cruciale poiché la riforma Nordio mette a serio rischio l’indipendenza e l’autonomia della magistratura, violando quanto stabilito dalla nostra carta Costituzionale”.
A dirlo sono i promotori del comitato per il no di Barberino Tavarnelle: Fabrizio Bartarelli, Maurizio Bertini, Fiorella Bomè, Giulio Cretti, Fabrizio Dainelli, Paolo Fantin, Claudio Fedi, Paola Forconi, Stefano Fusi, Gianni Mantelli, Michele Morandi, Paola Salvadori, Massimo Salvianti, Dino Stefanelli, Ernesto Screpanti, Giacomo Trentanovi, Giuseppe Vettori.
“Riforma – proseguono – che se attuata rimette in discussione i punti centrali della Costituzione
italiana sulla separazione dei poteri ovvero tra quello esecutivo e tra quello giudiziario indebolendo e condizionando il ruolo dei giudici con un forte rischio di ingerenza della politica”.
“Riteniamo assolutamente inutile questa riforma – aggiungono – perché non risolve i veri e reali problemi della giustizia e utilizza la questione della separazione delle carriere, di fatto già prevista dalla legge Cartabia, esclusivamente per attaccare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura. Trapela, nella proposta di riforma della giustizia, una azione politica che mira ad una svolta autoritaria che ha come obiettivo la concentrazione del potere nelle mani dell’esecutivo”.
“E’ pertanto di fondamentale importanza che si costituiscano comitati per il no al referendum
costituzionale – incalzano – come articolazione territoriale del comitato nazionale per il no della società civile, costituitosi a Roma ed Firenze all’inizio di gennaio e la scorsa settimana anche nel Chianti fiorentino”.
“Per tutte queste ragioni – sottolineano – abbiamo promosso l’incontro di martedì 10 febbraio per la costituzione del comitato per il no a Barberino Tavarnelle aperto alla partecipazione di tutte le realtà, forze politiche, associazioni, singole cittadine e cittadini”.
“Un comitato – lo descrivono così – che, come già enunciato, vuole essere una proiezione nella nostra comunità locale dei comitati già costituti a livello nazionale, metropolitano e del Chianti e diventare un punto di aggregazione, partecipazione, approfondimento e mobilitazione”.
“Dall’incontro – concludono – nasceranno sicuramente altre iniziative, campagne di informazione e sensibilizzazione dei nostri cittadini, rivolte a superare il gap di informazione che esiste su questo argomento (sicuramente i media, giornali e televisioni non aiutano) e cercare di riportare le persone a votare per una decisione che appare distanti dai mille problemi quotidiani ma che invece inciderà fortemente nella nostra sfera personale e collettiva di diritti, libertà e democrazia”.
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