CHIANTI FIORENTINO – I sindaci dell’Unione comunale del Chianti fiorentino tornano a fare il punto sui cantieri e i lavori in corso lungo l’Autopalio.
Lo fanno anche a seguito dell’incontro che, su richiesta loro e dell’intero Coordinamento istituzionale dei Comuni interessati dal raccordo autostradale, si è tenuto a San Casciano alcune settimane fa.
“Siamo stati, e ora più che mai continuiamo ad essere dalla parte dei cittadini – affermano i sindaci Roberto Ciappi (San Casciano), David Baroncelli (Barberino Tavarnelle) e Paolo Sottani (Greve in Chianti) – Al fianco di chi subisce i disagi dei grandi cantieri in corso sul raccordo autostradale Firenze-Siena”.
“Abbiamo condotto negli anni – ricordano – dal 2018, battaglie collettive e campagne mediatiche massicce per mobilitare una necessaria azione di pressing su Anas e il Ministero affinché si intervenisse con urgenza sulla messa in sicurezza e sul risanamento di quella che di fatto è una delle più importanti arterie di collegamento della Toscana”.
“L’unica viabilità extraurbana che collega Firenze e Siena – sottolineano – importantissima per le imprese dei nostri territori, attraversata da considerevoli flussi di veicoli, percorsa quotidianamente da migliaia di pendolari, tra lavoratori e studenti”.
“La Firenze-Siena, infrastruttura strategica per la mobilità toscana – continuano – funge non di rado da strada alternativa alla A1, soprattutto per i mezzi pesanti. E anche questo è un aspetto che incide pesantemente sulla manutenzione di cui necessita la Firenze-Siena, elemento che occorre tenere in considerazione per gli interventi futuri”.
“La nostra voce di denuncia e protesta si era fatta sentire negli anni – tornano indietro – fino a quando con il Governo Draghi lo Stato scelse di sbloccare gli investimenti previsti per realizzare opere di ampia portata, finalizzati a far fronte e risolvere le maggiori criticità di questa viabilità. Iniziarono i lavori, suddivisi in tranches, di ampia portata, con tempistiche non chiare a fronte di una situazione estremamente complessa che evidenziava l’assoluta carenza di un piano di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, sin dagli anni della sua realizzazione, il 1964″.
“Siamo consapevoli delle enormi difficoltà e delle persistenti problematicità – insistono – che i cantieri stanno comportando agli utenti ma l’alternativa che ci era stata prospettata era la chiusura integrale del raccordo autostradale per poter effettuare i lavori in maniera più efficace. Un’ipotesi che non potevamo considerare tollerabile, dato il volume di pendolari e merce che interessa il raccordo autostradale. I lavori sono fondamentali e necessari, le risorse sono state stanziate per colmare l’enorme gap dell’assenza di manutenzione, il problema principale è stato ed è determinato dalle tempistiche sempre più lunghe e non rispettate”.
“Oggi sappiamo che le opere in corso dovrebbero finire a metà di quest’anno, – specificano – è ciò che i nostri attuali interlocutori di Anas, con i quali abbiamo attivato un dialogo istituzionale corretto, fondato non sulle promesse ma sullo stato reale delle cose, ci hanno assicurato anche in occasione dell’ultima iniziativa avvenuta a San Casciano meno di due mesi fa. Un incontro che abbiamo cercato e ottenuto insieme a tutti i sindaci del Coordinamento dei territori attraversati dalla Firenze-Siena, nato per verificare e monitorare i cantieri, definire le problematiche e fare luce e chiarezza sul nodo cruciale dei tempi di realizzazione”.
“Ci aspettiamo, inoltre, un programma di manutenzione costante nel tempo – concludono – che permetta di migliorare la percorribilità di questa importante arteria di collegamento e tutelare la sicurezza dei nostri cittadini. E’ noto il sensibile aumento di sinistri stradali, verificatisi negli ultimi anni, nei punti più critici del raccordo autostradale”.
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