Brogi: “Subito al lavoro per rimettere in piedi le macerie del Pd”

Il segretario locale del Partito Democratico scrive al responsabile regionale ed elenca gli obiettivi per il futuro

CASTELNUOVO BERARDENGA – Un'analisi serrata e puntuale sul recente passato (e sui tanti errori commessi) e una serie di obiettivi per il futuro immediato.

 

Sono quelle che ha tracciato il segretario del Partito Democratico di Castelnuovo Berardenga, Simone Brogi.

 

Che ha scritto ad Antonio Mazzeo, responsabile organizzazione del Pd della Toscana, sostenendo che “come sempre contano i fatti piuttosto che i proclami e noi prima di “combattere” contro chi ci governa, abbiamo molto da lavorare per rimettere in piedi rapidamente le attuali macerie di casa nostra”.

 

L'analisi di Brogi parte dal passato: “Nella legislatura appena conclusa abbiamo fatto molte roboanti promesse elettorali, ma non siamo stati capaci di mantenerle, soprattutto quelle per le quali ci avevano votato. Avvicinandosi alle elezioni, invece di fare quadrato, abbiamo accentuato la litigiosità interna al partito. Per quale motivo un elettore ci avrebbe dovuto votare se continuiamo a dividerci ed a offrire ricette politiche contrastanti tra loro? E poi anche chi è rimasto nel PD ancora diviso in varie fazioni”.

 

In più, prosegue Brogi “siamo giunti al 4 marzo senza riuscire a valorizzare l’unica cosa che sembrava piacere abbastanza agli elettori: Gentiloni. Siamo stati sordi alle aspettative degli italiani e spesso assai spocchiosi nelle risposte; più vicini ai ceti ricchi piuttosto che ai bisogni della maggioranza dei cittadini, compreso quella classe media che ormai è sotto l’asticella del benessere”.

 

Lo sguardo va anche sulla scena locale: “Per quanto riguarda le amministrative, almeno a Siena…siamo riusciti solo 20 giorni prima della scadenza elettorale a confermare Bruno Valentini candidato a sindaco (sindaco uscente). La sera della proclamazione vedere sette dei candidati Sindaci su nove (esclusi Valentini e Piccini) festeggiare entusiasti non merita commenti (cinque dei sette erano espressioni di voti che in passato confluivano sul PD, uno addirittura formalmente dentro il PD.

 

Ma poi Brogi guarda anche al futuro: “Mi parrebbe evidente che non possiamo aspettare oltre per aprire una riflessione interna e per ricomporre un gruppo dirigente adeguato alla situazione. Sicuramente un gruppo che abbia a cuore il Partito e non le proprie ambizioni”.

 

“Credo – va avanti – che la riorganizzazione del partito debba essere seguita da ognuno di noi con senso di responsabilità, e con diligenza, a partire dalle modifiche statutarie e dalle regole che ormai appaiono anacronistiche e superate (visto il numero dei tesserati e la necessità di recuperarne nuovi). Credo anche che andrà fatto superando il manuale Cencelli correntizio”.

 

E poi ancora: “Dobbiamo riuscire a coinvolgere da subito i giovani, che hanno votato in massa altre liste. Dobbiamo scrivere un “nuovo manifesto” chiaro, trasparente e breve su cui basare i programmi per le sfide del 2019 e sul quale aggregare anche altre liste civiche o forze politiche”.

 

“Dobbiamo – dice Brogi – intervenire sulla semplificazione della vita delle persone, oggi appesantita da leggi, gabelle e complicazioni amministrative. Questo soprattutto pensando al prossimo voto regionale (sanità, urbanistica, caccia e pesca, consorzi di bonifica e tariffe varie). Una caratteristica identitaria della Sinistra è sempre stata la capacità di discutere con la “base”: oggi la base non è costituita da una classe, ma è sistema eterogeneo di persone, cittadini di ogni età, con cui incontrarsi e confrontarsi, anche quando ti dicono cose diverse da quelle che ci piacerebbe sentirsi dire”.

 

Infine un ultimo punto: “Dobbiamo trovare il modo di rafforzare e “pubblicizzare” il rapporto tra politica e istituzioni per un intero mandato politico/amministrativo, valorizzando vicendevolmente strategie, programmi e persone”.

di Redazione

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