CHIANTI SENESE – La Cgil interviene sul tema del caporalato dopo gli arresti di venerdì fatti dai carabinieri di Poggibonsi nella campagna di Radda: "Ancora una volta il copione si ripete, purtroppo siamo ancora di fronte al modello di sfruttamento dei lavoratori agricoli che nella nostra regione si concretizza attraverso “l'intermediazione di manodopera” camuffata da appalto".
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Continua il sindacato: "Il metodo che è ormai collaudato e in piena espansione si declina attraverso aziende terze, all’apparenza regolari, che offrono servizi in agricoltura a prezzi stracciati prendendosi in carico il lavoro sporco, lo sfruttamento e il sotto salario, attraverso la gestione della manodopera alle condizioni che sistematicamente dopo i vari blitz delle forze dell’ordine vengono alla luce in tutta la loro crudeltà e inciviltà".
La colpa per la Cgil è anche delle politiche che hanno indebolito il diritto e il costo del lavoro individuandolo come causa della crisi economica e i sindacalisti citano gli strumenti messi in campo per estirpare il fenomeno che restano però imbrigliati in complessità burocratiche e mancanza di linee guida che li rendano operativi a livello locale.
Sono la rete del lavoro agricolo di qualità, istituita con la legge 116/2014, e della legge 199/2016 (Disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo) e il protocollo regionale contro lo sfruttamento del lavoro in agricoltura.
"Se vogliamo che la nostra agricoltura cresca e sia in grado di continuare a competere sui mercati internazionali dobbiamo fare in modo che la competizione si basi sull’innovazione, la qualità dei prodotti e di conseguenza la qualità del lavoro".
Un appello all'impegno congiunto contro il caporalato arriva anche dal sindaco di Castellina in Chianti: “Ringrazio le forze dell’ordine che hanno portato alla luce questo grave episodio di caporalato e rinnovo la piena collaborazione dell’amministrazione comunale nei confronti di Carabinieri e Polizia per garantire un presidio costante su tutto il territorio, a tutela dei lavoratori, dei loro diritti umani e sociali e dell’intera comunità”.
“La cultura della legalità e del rispetto dei diritti – aggiunge Bonechi – sono, da sempre, valori fondanti del Chianti e di tutto il territorio senese e passano dall’impegno congiunto di istituzioni, forze dell’ordine e associazioni".
Conclude il sindaco: "Casi di sfruttamento del lavoro come questo e altri episodi che hanno interessato in passato il nostro territorio sono da condannare e contrastare con forza, perché rischiano di danneggiare tante aziende che ogni giorno operano correttamente e con grande impegno umano ed economico per valorizzare le nostre eccellenze ambasciatrici del Chianti nel mondo, dal vino all’olio, in un’ottica di sviluppo sostenibile e rispettoso dell’ambiente e del paesaggio, altre risorse fondamentali. Il nostro impegno sarà sempre quello di tutelare tutto questo, insieme alle forze dell’ordine e a tutti gli altri soggetti che ogni giorno garantiscono il presidio sociale sulle nostre zone”.
di Redazione
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