CHIANTI SENESE – La riflessione è firmata da Lavoro Ecologia Democrazia Diritti, una sorta di "laboratorio politico" attivo nel Chianti Senese.
Che prende spunto dalla lettera aperta del sindaco di Gaiole in Chianti, Michele Pescini (in foto sopra), inviata al presidente del consiglio, Giuseppe Conte, in cui si chiede di far diventare Gaiole una sorta di precursore nella riapertura.
"L’appello del sindaco Pescini per candidare il comune di Gaiole a fare da apripista in anteprima alla riapertura di cosa – si chiede nel documento – forse all’interno del Comune di Gaiole? Sembra una iniziativa che, se studiata per fare pubblicità a Gaiole, sia una occasione persa per la irragionevolezza e forse anche un po’ di irresponsabilità, nel lanciare questo via a tutti, se anche fosse ristretto nel suo comune. Sarebbe giusto far sapere, senza alzare i calici, che per diverse buone ragioni, Gaiole non ha avuto contagiati. Di questo dovrebbe essere ben felice, visto che nella maggior parte dei comuni c’è stato tanto dolore".
"Il sindaco – si prosegue – in quanto rappresentante delle istituzioni, dovrebbe rispettarle e farle rispettare, spiegandone le ragioni, anziché ergersi a sceriffo della propria contea e in qualche modo spingere la sua gente alla sventura, senza uno straccio di valutazioni legate alla pericolosità di questa epidemia".
"Nel suo appello infatti – si rilancia -oltre a lui stesso che, in quanto sindaco, non pensi di essere onnisapiente, ci sono esperti turismo, di vino, di ciclismo, un macellaio, un economista, uno scultore. Nemmeno il farmacista, evidentemente, se l’è sentita di metterci la faccia. In concreto e non viene specificato, se la richiesta di riaprire è solo all’interno del comune di Gaiole è poco credibile che tutto si possa ritornare come prima. Sta di fatto che comunque non sono possibili spostamenti fra comuni diversi".
"Ma ammettiamo – si scrive ancora – che in via del tutto eccezionale sia fatta una deroga solo per Gaiole, che a Gaiole arrivino turisti da Medicina, o da Codogno, o da Bergamo, o da Prato o dalla Germania (con esclusiva destinazione Gaiole ) cosa farebbe il signor sindaco, li accoglierebbe? E sarebbe disposto signor sindaco a garantire non solo i suoi cittadini, che potrebbero ritrovarsi coinvolti loro malgrado in questa irresponsabile situazione? Sarebbe anche disposto ad assumersi tutti gli oneri e le responsabilità di ogni genere verso la collettività tutta, in caso si verificasse che qualche virus si attacchi a qualcuno?".
"Al di fuori di cercare un protagonismo fuori luogo – è la conclusione – quella lettera, senza appello, poteva essere inviata agli stessi destinatari per rappresentare una situazione del comune di Gaiole e forse anche di una zona molto più ampia, per aiutare chi di dovere, a prendere decisioni il più possibile vicine alle varie realtà. Di avviare prima possibile una fase due, tutti ne comprendono la necessaria".
di REDAZIONE
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