GAIOLE IN CHIANTI – Il tempo scorre. Inesorabile. Porta con sé gioie e dolori, la quotidianità che diventa microstoria personale e, in alcuni casi, storia collettiva.
Un percorso di cui anche (e soprattutto) chi ci ha lasciato fa parte. Fa impressione pensare che sia passato già un anno da quel 13 agosto 2017, quando Luciano Berruti, l'Eroico per eccellenza, se ne andò mentre faceva quello che amava. Andare in bicicletta.
Da allora è stato un anno pieno di memoria, ricordi, gratitudine. Già un'edizione de L'Eroica, quella dello scorso anno, si è corsa senza di lui. Ma lui… c'era.
Anche quest'anno l'Eroico verrà ricordato come merita, il 7 ottobre. Ma viene ricordato (sempre come merita) anche oggi. Qui sotto con una bellissima intervista di Aldo Ballerini.
Poi c'è Giancarlo Brocci. Il "babbo" de L'Eroica. Il "compare" di Berruti. Che in un post su Facebook lo ricorda, come sempre trovando parole e tempi giusti.
"Mi ero ripromesso di tornare in bici – scrive nel suo ricordo – di farla tutta da Gaiole a Cosseria, magari passando per l'Abetone della prima maglia rosa di Coppi e fermandomi alla Sagra del Pomodoro Riccio di Parma".
"Perché ero là – prosegue – un anno fa, a Traversetolo, e quando mi chiamò Jacek stavamo arrivando al Castello di Canossa in intervallo turistico. "Babbo è andato in fuga". Era il modo più dolce con cui un figlio dava la notizia dell'allungo decisivo di un padre come Luciano Berruti sul gruppo".
"Varie cose – scrive ancora Brocci – tanti impegni, mi hanno indotto a ridurre il programma ma sono fiero di due cose: mi sono rimesso in condizione ciclistica e so che ce l'avrei fatta; tutto il lavoro prodotto attorno alle nostre idee sul ciclismo ci sta portando dove volevamo".

Ma a Cosseria, nel cuore del mondo di Berruti, Brocci c'è andato: "Col prof Marco Giamello, accampato nei fondi di casa Berruti. Sacchi a pelo, omaggio a ciò che siamo ed allo spirito che abbiamo condiviso".
"Inutile dire – scrive ancora Brocci – che Sofia ci ha riservato un'accoglienza 5 stelle, compresa la spuma, ma oggi è troppo importante essere qui così, da scouts, da eroici semplici, ricordare un anniversario che ci ha fatto piangere tanto per poi essere infinitamente orgogliosi di ciò che abbiamo seminato, di un uomo che è ormai un'icona mondiale, di un'idea eroica che ha fatto il giro del mondo e che è diventata stile di vita, esempio da seguire, riferimento per anime belle".
"Un popolo intero – conclude – ormai, ha reso Luciano immortale".
di Matteo Pucci
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