CASTELLINA IN CHIANTI – Un barbiere può fare il cantante? E se quel barbiere ha imparato da solo a cantare, senza andare a scuola? È possibile?
Giorgio Milanesi, di Castellina in Chianti, è tutto questo. Tenore autodidatta con la musica nel sangue.
“Fin da piccolo avevo una passione smisurata per il canto – inizia a raccontarci Giorgio – Il mio babbo faceva il barbiere. Ed anche io come lui. Poi, con l’avvento dei rasoi elettrici il lavoro diminuì. Per questa ragione entrai in posta".
"Cantavo in bottega – ricorda – dove era solito venire Ettore Nava, baritono fiorentino. Era ospite del dottor Morelli e quando cantava mi faceva trillare i rasoi sui vetrini. Si era esibito anche per Hitler. Mi fece prendere passione".
E' un racconto di vita quello di Giorgio: "Lui cantava dalla mattina alla sera. La sua voce era talmente potente, che la si udiva a tre chilometri di distanza. Io ho sempre fatto da me. Prima a Castellina in Chianti non c’era nulla".
"Era un paese isolato. Mi esercitavo in bottega, ma qualcuno si lamentava – dice ridendo – La lirica mi piaceva, ma non ho mai avuto modo di esibirmi. Cantavo le "canzonette" come Daiana, Marina, Il Mare. Non sono un tenore puro. Non arrivo al Do di petto”.
“A Castellina in Chianti cantai quando venne la Tv – dice ancora – Ero giovane. C’era la Rai a riprenderci. Prima la tv si poteva vedere solamente al Caffè della Mary e al Circolo Italia. In casa ce l’avevano in pochi. Cantai insieme all’Orchestra Weima di Castellina, formata da Nello Pianigiani, Dario Tilli, Enzo Fontani e Franco Lardori. Con noi c’era anche il Maestro Sottili. Suonava il pianoforte. È famoso perché ha scritto molti degli inni delle contrade di Siena”.
“Ho iniziato a cantare veramente quando sono andato in pensione – continua – Ora canto nel Coro di San Miniato ed ho anche un gruppettino mio personale. Si va a cantare nelle case di riposo. Si chiama “Quelli di Carnevale di San Miniato”. Si fanno canzoni popolari folcloristiche. Per un po’ di tempo, mi sono esibito anche con la “Schola Cantorum” di Castellina in Chianti, con la signora Falassi".
“Cantare – ci rivela Giorgio – è il mio passatempo preferito. Mi passa tutti i pensieri. Canto anche in casa da solo. Come diceva Pavarotti, non si finisce mai di imparare. L’avvento dei computer aiuta molto. Su YouTube ho trovato anche una ricetta per curare la voce. Limone e miele! Un vero toccasana. Schiarisce parecchio. Ho trovato giovamento”.
La musica scorre nel suo DNA. Suo nonno suonava il basso. “Con un mano suonava e con l’altra mi prendeva e mi portava dietro la banda”.
"Erano tutti musicisti nella famiglia della mia mamma – conclude – Tutti i miei zii avevano uno strumento. Il mio zio, conclude, ha insegnato la musica a molti musicisti di Castellina”.
di Jessica Nardi
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